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Recensione film Paulette: la terza età conquista l’ultima frontiera del business

Paulette è anziana ma non rimbambita, vedova e per nulla intenzionata a darsi per vinta quando perde il suo ristorante e i mobili di casa le vengono pignorati. Lei è pasticciera ma complice la crisi e la sorte avversa si ritrova a vivere in un complesso di case popolari in cui lo spaccio avviene alla luce del sole e il rovistare nei cassonetti dell’immondizia è una attività quotidiana.

L’anziana signora (Bernadette Lafont) ha una dignità che le impone di trovare una soluzione a questa situazione degradante, quindi si guarda intorno e decide di adattarsi all’ambiente, è così che si ritrova a fare due chiacchiere con il boss del quartiere, Vito (Paco Boublard) ed inizia un nuovo business: lo spaccio di cannabis, ovviamente a suo modo ☺

Immaginate vostra nonna, con un bel grembiule, nella propria immacolata cucina, in compagnia delle amiche, mentre sforna dolci e addobba la tavola del salotto per il te delle 17.00 ecco, Paulette (e ben presto le sue aiutanti) non è da meno solo che asseconda le richieste dei clienti e condisce il banchetto con spezie poco ortodosse. A ingarbugliare la trama c’è la famiglia, soprattutto un nipotino da accudire con un padre … poliziotto! Senza tenere conto che la nostra protagonista, a seguito della caduta in disgrazia, è diventata sempre più intollerante e scontrosetta, allontanando da se tutto e tutti.

Quindi, come nella migliore tradizione della commedia adatta al grande pubblico, da un lato si ride per le peripezie in cui va in contro la nonnina e le sue amichette, dall’altro si pensa alla miseria che spesso devono fronteggiare le persone che sopravvivono con una pensione da fame e, da ultimo, si medita sui legami famigliari. Ma non temete, nonostante sia una risata amara, il divertimento non manca e a più riprese la storia si fa spumeggiante.

Un film che ci mostra come dalla discesa si possa risalire e come si possa anche ridere di una situazione disastrosa, vera iniezione di vitalità e speranza in un periodo poco roseo come il nostro. La commedia funziona, le attrici sono formidabili, e lo script irriverente senza mai oltrepassare il limite.

Voto: promosso! Punto di forza, il quartetto di energiche e vitali attrici che interpretano donne non più giovani che non si danno per vinte e, divertendosi più che mai, ci danno una bella lezione riuscendo a far arrivare un po’ di quella leggerezza anche a noi in sala; punto debole, forse, non aver osato ancor di più, rendendo costantemente rocambolesca la scena. Missione comunque riuscita, nonostante non abbia i requisiti per ambire a divenire il miglior film dell’anno.

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