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Recensione dell’incredibile film Pacific Rim: gli alieni non sono mai stati così mostruosi

Roboante, immenso, intergalattico, sfolgorante, totalizzante, elettrizzante divertimento di fine stagione, “Pacific Rim” è una vera sorpresa in questa coda d’anno cinematografico. Seduti in un IMAX, abbiamo goduto d’un grande spettacolo, davvero la migliore fantascienza: mostri orripilanti, cattivissimi, enormi e determinati a distruggere ci appaiono davanti agli occhi ancor prima dello scorrere dei titoli di testa e ci intrattengono sino alla fine della storia e… che storia!

Siamo in un futuro, non troppo lontano, e dei mostrosauri, i Kaiju, stanno attaccando il nostro pianeta. Alcuni homo sapiens riescono ad evitare l’estinzione della specie grazie all’invenzione di super robot (che molto ricordano quelli che hanno costellato la nostra gioventù) in grado di tenere a bada gli alieni per un po’ di decadi, illudendoci di non essere dei trogloditi bensì dei temibili opponenti, sino al giorno in cui si palesa qualcosa di molto diverso da quanto ci attendevamo: questi esseri poco comunicativi e molto agguerriti, non sono dei primordiali disruttori, ma sono evoluti esseri con un piano preciso e dal finale agghiacciante.

Era molto tempo che non vedevo un incipt così ben confezionato e farcito di violenza e desolazione, prima di divenire la perfetta lezione di coraggio e speranza per intonare un vero inno alla vita, in grado di essere d’ispirazione ai giovanissimi curiosi accorsi in sala. Perché l’intreccio di questo film è davvero un libro aperto e, conseguentemente, il target è segnato: teenager e più grandicelli a caccia di pura evasione. Il che ha il suo peso: cari adulti, non dite che la pellicola sia noiosa o traboccante testosterone, luoghi comuni e soprattutto machismo, perché dimostrate solo di non ricordare quanto faticoso fosse accettare il proprio status di adolescenti con le fiamme nelle vene e con la voglia di essere grandi, e negate la sindrome di Peter Pan che risiede in tutti noi 😉

Lo scopo principale dell’opera non è, infatti, filosofeggiare sui limiti dell’uomo o altro, bensì solo intrattenere, con uno spettacolo carico di avvenimenti e tensione, un pubblico alla ricerca di pura evasione e/o d’immedesimazione col branco (nell’accezione più adolescenziale del termine). E Del Toro riesce a farci sognare: perché i suoi mostri sono così terrificanti da lasciare sia i giovani sia gli adulti a bocca aperta; perché le sue battaglie sono senza esclusione di colpi e degne del miglior videogioco; perché i suoi protagonisti sono tutti come ce li aspettiamo (e li vogliamo!); perché i discorsi non sono prolissi; e perché nonostante le oltre due ore di durata, il film non ci trascina mai negli abissi della noia, complice anche una grafica stra-bi-lian-te.

Voto 7. Impossibile criticare, inutile tentare di fare un sonnellino, inconcepibile divagare col pensiero, errato cercare evasione in altre sale e la visione in un cinema IMAX è altamente consigliata: pure io, che ogni volta che si possono evitare vlli occhialini mi infilo nella sala 2D, mi sono ritrovata a ridere di gusto mentre schivavo gli oggetti come una ragazzina alla prese con un super-videogioco ☺

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