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TIFF 2013 – Il Documentario: When Jews were funny

In un festival come il TIFF lo stress da scelta del film da visionare svanisce dopo le prime 24 ore, qui non puoi pensare di vedere tutto a meno di presentarti con una squadra al tuo seguito, però hai una sicurezza: in qualsiasi sala entrerai, vedrai pellicole di elevato standard. Il programma è diviso in colori che corrispondono alle differenti sezioni e oggi parliamo di una che inizialmente passa inosservata: i misteriosi e (erroneamente!) sottovalutati cubetti color frittata che corrispondono ai documentari.

Ciò che abbiamo deciso di esplorare oggi, ci ha incuriositi per l’argomento, anzi per la domanda posta sin dall’inizio: vi siete mai resi conto che la comicità del 1900 è stata dominata da persone che condividevano origine ebree? Parliamo soprattutto del Nord America, ma dato che molti di loro sono conosciuti mondialmente la precisazione diviene sottile e superflua.

Il regista canadese Alan Zweig con “When Jews were funny” dimostra come anche un documentario possa essere intrattenimento interessante e divertente. Insieme a molti colleghi, appartenenti a diverse generazioni di comici, esplora cosa abbia portato gli ebrei-americani a distinguersi e svettare nel mondo della comicità. Quello che emerge dall’indagine è che il sarcasmo pare essere innato in questo popolo caratterizzato dal suo essere errante: gli stessi intervistati, infatti, si definiscono talmente inclini alla lamentela che solo l’ironia e/o il sarcasmo li ha salvati e così facendo, senza averlo previsto, si sono ritrovati ad essere determinanti nel concetto di umorismo all’americana, nonostante (soprattutto i primi) non si siano mai sentiti in primis ebrei e poi dei comici, ma solo degli abili intrattenitori.

Innegabile che oggi ciò che diverte il pubblico si sia modificato ma, di nuovo, incredibilmente di comici di origini ebree ce ne sono ancora moltissimi. Avranno perso l’accento (marcatamente europeo) ma hanno ereditato dai loro antenati quello sguardo divertito che permette loro di  porre l’accento sul lato comico di ogni situazione e non su quello demoralizzante, anche se il timore che si stia per chiudere un’era è piuttosto diffuso. Il segreto con cui cercano di esorcizzare questa eventualità? Perpetrare l’abitudine alla lamentatio, al non vivere nel presente, a cercare di smontare ogni accadimento negativo e ricordare i piccoli gesti del passato, che hanno contraddistinto questo particolare popolo di emigranti.

A questo punto però la nostra curiosità si ri-sposta al di là dell’oceano, torna a casa nostra, per verificare se in generale anche in Europa, e in particolare in Italia, vi sia una altrettanto peculiare fucina di talenti comici. Un comune background può davvero fare la differenza ed essere solido fil rouge? Perché ora siamo convinti che da qualche parse si nasconda per forza!

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