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Recensione romanzo L’altra Grace di Margaret Atwood

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Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare di distinguere la voce che meglio conoscevo fra tutte quelle che collaboravano all’accompagnamento.

Ovviamente non potevo riuscirci: un po’ perché non ho un orecchio musicale di primo grado e un po’ perché credo sia insito nella natura stessa del coro un perfetto allineamento che trasformi l’insieme delle voci in un corpo unico. Quindi esperimento riconoscitivo terminato e gran godimento nell’ascolto della contemporaneità, dell’unione, di una somma non algebrica ma emozionale.

Ho appena terminato “L’altra Grace”, romanzo della canadese Margaret Atwood messo sul comodino immediatamente dopo aver letto il meraviglioso “Il racconto dell’ancella”; mi chiedevo se avevo pescato una nuova vena narrativa d’autore o se fossi atterrato su un gran romanzo per puro caso.

Conclusa l’ultima pagina, l’ultimo periodo, l’ultima frase, sono tornato con la mente all’ascolto di quei canti. Sono molti i romanzi definiti “corali”, ma pochi – davvero pochi – sono in grado di mescolare storie, sensibilità, fragilità di differenti personaggi in una incredibile voce unica come “L’altra Grace”, regalando a quel concetto di coralità un significato vero e purissimo.

Margaret Atwood

La trama prende spunto da un episodio storico di cronaca nera: nel 1843 il più tranquillo dei paesi del continente americano è sconvolto dall’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua governante Nancy. In un vortice di supposizioni, brandelli di cronaca piccante, giornalismo d’assalto e con una opinione pubblica che si è divisa come sempre accade, la giovanissima Grace Marks, impiegata nella stessa casa come domestica, viene indagata, condannata e rinchiusa in carcere prima e in un manicomio qualche anno dopo.

Con un intreccio narrativo che prevede monologhi, scambi epistolari, dialoghi e flashback, Grace racconta la sua storia a Simon Jordan, psicologo a caccia di una verità che sia umana e scientifica. La scrittura impeccabile, la capacità di mantenere creare figure eteree eppure vivissime, uno splendido sguardo che abbraccia tutte le tematiche sociali dell’epoca (immigrazione, ceti sociali più simili a caste, un certo modo di di “vedere la donna” del primo Ottocento) rendono questo romanzo una lettura assolutamente piacevole e, insieme, costituiscono un insieme di pagine di insospettabile modernità.

Proprio brava, la Atwood. E bravissimi i tipi di Ponte alle Grazie a riproporlo, davvero.

SCHEDA LIBRO
Titolo: L’altra Grace
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle Grazie
Collana: Romanzi
ISBN: 978-8879289856
Pagine: 593
Prezzo: 20 euro

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