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Recensione della nuova commedia COME AMMAZZARE IL CAPO 2

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C’è la crisi, tutti i giorni si sentono racconti di persone che non si sono date per vinte e, una volta venuto meno il posto fisso, hanno tentato di mettersi in proprio. Storie, talvolta variopinte, di successi sperati o sognati, per lo più romanzate, ma sempre di persone che ci hanno davvero provato.

Nick (Jason Bateman), Dale (Charlie Day) e Kurt (Jason Sudeikis) sono tra quelli che non hanno permesso alla mala sorte di sconfiggerli. Dopo aver chiuso con i rispettivi datori di lavoro in modo rocambolesco, pericoloso e fantasioso; dopo aver fatto ridere inaspettatamente le platee di mezzo mondo; dopo averci solleticati per anni con possibili evoluzioni della loro amicizia, oggi, infine, tornano su grande schermo con una nuova divertente (dis)avventura: la nascita della loro prima impresa commerciale.

Nick, Dale e Kurt tentano di sbarcare il lunario cercando un investitore che creda nella loro invenzione, il doccia-amico, ma anche questa volta finiranno in un mare di guai e per tirarsi fuori sventoleranno bandiera bianca a quegli eclettici capi che speravano di non rivedere più.

Photo Credit: John P. Johnson © 2014 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.
Photo Credit: John P. Johnson © 2014 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.

Il gruppo di comici dopo il precedente spumeggiante esordio (la nostra recensione QUI) torna sullo schermo accogliendo un nuovo premio Oscar® (Christoph Waltz) e un astro nascente (Chris Pine), nei panni rispettivamente di fetente uomo di affari/ padre spregevole, e figlio irresponsabile e scentrato.

“Come ammazzare il capo 2” (“Horrible Bosses 2”, in versione originale) non cambia lo schema, non si addentra in nuovi territori e cavalca quella formula in cui eccellono sempre oltre oceano. Il risultato è che assisterete al tipico sequel di una commedia demenziale, assurda, leggera. Il trio che abbiamo adorato nel 2011 riprova a farci ridere durante questi primi giorni di gennaio 2015 e, nonostante non possa più giocarsi la carta dell’effetto sorpresa, pare ancora in grado di strappare consensi.

Diretti da Sean Anders (regista del delirante “Come ti spaccio la Famiglia”), gli sgangherati protagonisti sono ancora una volta affiancati da una Jennifer Aniston inguainata in audaci completini, nel vano tentativo di sedurre qualsiasi maschio in età fertile; da un Kevin Spacey/boss schizzato più che mai; e da un criminale da strapazzo/Jamie Foxx che sembra quasi l’angelo della salvezza difronte ai percoli in cui i tre uomini riescono a cacciarsi.

Photo Credit: John P. Johnson  © 2014 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.
Photo Credit: John P. Johnson © 2014 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.

Le sventure e le situazioni paradossali con cui dovranno vedersela Nick, Dale e Kurt sono la versione folle di quelle che capitano anche a noi, non possiamo quindi che provare subito simpatia per questo gruppo di aspiranti-criminali che cerca di realizzare il sogno di molti seduti in platea. Anche i colpi di fortuna non sono dissimili da quelli che vorremmo vivere, l’opera quindi, mostrando cosa potrebbe capitarci se le nostre recondite fantasie prendessero forma, si candida e intrattenere le platee in cerca di una cine-evasione.

La commedia non ha debuttato facendo i fuochi d’artificio ma, nonostante quello che si mormori, è godibile, soprattutto in caso di mancata visione del primo capitolo. “Come ammazzare il capo 2” è, infatti, in grado di strappare qualche risata anche ai più restii ed è adatta a tutti, nonostante la regina delle commedie sia più audace del solito. L’unico problema dell’opera è l’essere un… sequel. Nulla di più. Voi cosa dite?

Vissia Menza

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