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Il nuovo romanzo di Dario Crapanzano

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Il nuovo libro di Dario Crapanzano (questa volta edito da Mondadori) non smentisce le attese, il padrone del noir milanese è tornato con il suo commissario capo Arrigoni che in questa avventura si confronterà con il passato mussoliniano e con le catastrofiche ripercussioni nelle vite dei sopravvissuti.

La storia ha inizio con la morte dell’attore, regista e proprietario del teatro Imperiale di Via Vitruvio, Flavio Villareale. Crapanzano non vuole rendere simpatica la vittima descrivendone subito una personalità eccentrica: donnaiolo, malato di sesso, incline a pratiche sadomasochistiche e per di più con un passato fascista non troppo rassicurante.

Il commissario Arrigoni, per una volta senza il suo non troppo fidato vice Mastrantonio in congedo matrimoniale, troverà la soluzione del caso grazie al contributo fondamentale dell’ispettore Giovine, con un intreccio tra passato e presente che non regala sconti alla crudeltà della guerra e al fanatismo fascista.

Il racconto segue lo stesso filone dei precedenti (e forse è proprio in questo che consiste  la sua particolarità): omicidio, sopralluogo, interrogatori, flash, flashback, illuminazione sul caso e risoluzione dello stesso, il tutto mentre Arrigoni mette sempre più in mostra la propria umanità e la capacità di credere nei giovani collaboratori, spronandoli a prendere le redini dell’indagine e perfino (forse) a risolvere il caso.

Crapanzano descrivendo, ancora una volta in modo fantastico, la Milano del dopoguerra esaltandone i profumi, i colori e i posti che oggi non esistono più (o forse sono solo nascosti), inserisce qualche “indizio” che potrebbe far presumere ad una promozione del commissario e un lasciapassare per il nuovo protagonista dei racconti “crapanzaneschi”: l’ispettore (commissario?) Giovine.

Sarebbe davvero interessante per noi lettori una nuova collocazione di Arrigoni dietro la scrivania a seguire il proprio delfino e guidarlo nella soluzione di nuovi casi nella Milano del dopoguerra. Nel frattempo, godiamoci il “nostro” commissario che, come sempre, dopo aver scovato l’assassino si interroga sulle motivazioni del gesto e conclude che con un filo di generosità in più e senza egoismo, non ci sarebbero stati né morti né assassini.

D.A.

Appassionato cultore del giallo lombardo, D.A. ha già recensito per MaSeDomani “A Milano si muore così“, Adele Marini, Edizioni Frilli

 

SCHEDA LIBRO
Titolo: Arrigoni e l’omicidio di via Vitruvio: Milano 1953
Autore: Dario Crapanzano
Editore: Mondadori
Collana: Strade Blu
Codice ISBN: 978-8804642800
Pagine: 178

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