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Il film DORA or THE SEXUAL NEUROSIS OF OUR PARENTS

By |2016-03-01T00:40:09+00:00febbraio 8, 2015|Anteprima, Cinema, Festival, Recensioni Film|

Dora è giovane. Dora è dolce. Dora sta diventando una donna. Dora ha una madre che la adora e vuole offrirle una vita normale. Dora è una bimba curiosa intrappolata in un corpo adulto nell’apparenza e negli istinti. Il fatto, quindi, che Dora voglia conquistare la sua indipendenza ed esplorare il mondo nella sua bellezza, non può che inorgoglire una mamma. Quello a cui nessuno è pronto è che la giovane prima o poi scopra la sessualità, le pulsioni amorose, e sviluppi la volontà di crescere ed essere uguali agli altri soprattutto con riguardo al proprio corpo e ai sentimenti. E qui, inevitabilmente, le cose si complicano. Le domande e i dubbi senza una risposta giusta o sbagliata iniziano a sgorgare copiosi, perché Dora deve superare problemi che noi non abbiamo.

Sino a che punto dobbiamo trattare Dora come una persona dotata di autoderminazione in grado di badare a sé stessa? Dove risiede il confine tra proteggere e controllare un altro essere umano? Come fa un genitore a comprendere quando sia giunto il momento di frenare il proprio istinto di protezione? Quando dobbiamo considerare una persona disabile come indipendente?

© Felix Hächler

© Felix Hächler

La storia portata sullo schermo dalla regista svizzera Stina Werenfels è forte, tocca temi controversi, e cerca di incrinare le nostre certezze. Con delicatezza e realismo, la sofferenza, la crudeltà e la speranza scorrono sullo schermo mentre seguiamo l’incredibile e naturale percorso della giovane alla scoperta del lato più misterioso dell’essere umano.

“Dora” è la trasposizione cinematografica della pièce teatrale “The sexual neurosis of our parents” di Lukas Bärfuss, che ha debuttato una decade fa sui palchi elvetici. Colpita dallo spettacolo, cui aveva assistito a Basilea, Stina Werenfels non è più riuscita a dimenticare quella trama e ha dovuto farla sua. Con alcune licenze rispetto all’originale, forte di attori che ci fanno parteggiare a rotazione per ciascun protagonista, con una dolcezza sorprendente, la cineasta ci offre un buon film, regalo di fine giornata.

© OlivierVaccaro

© Olivier Vaccaro

La pellicola è un inno alla vita, al cambiamento, al coraggio, porta in trionfo la bellezza nelle sue varie forme. Mostra il complicato rapporto madre-figlia, la traumatica scoperta di sesso e sessualità, le meravigliose potenzialità di chi pare avere una marcia in meno e – soprattutto – ci dà una scossa ricordandoci quanto gli stereotipi possano essere fuorvianti e relegarci in inutili gabbie, nonostante viviamo in un’epoca di estrema libertà e autodeterminazione. E, ironicamente, in questa storia sarà proprio colei che ha portato via molto a alla madre a ridonare equilibrio, serenità e una nuova prospettiva per andare avanti.

“Dora or the sexual neurosis of our parents” assorbe, non traumatizza, anzi, ci fa sorridere nonostante ci induca a riflettere. L’opera intriga e tocca molti dei sottili tabù che ancora si celano qui e là nelle convenzioni e nel pensiero cosiddetto comune. Film singolare e consigliato… sempre che arrivi anche nel caldo Mar Mediterraneo.

Vissia Menza

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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