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Recensione della commedia di azione KINGSMAN: SECRET SERVICE

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Immaginate un bell’uomo, distinto, che indossa un abito su misura, con l’ombrello al braccio, il fazzoletto nel taschino e un sorriso ammaliante. Lo sguardo è sveglio, quasi furbetto, cela sicuramente qualcosa, ma non sapete il motivo: se sia un conquistatore incallito o un uomo che dietro l’evidente aplomb British celi un’indole ribelle, che per qualche oscura ragione non può o non vuole mostrare. Nella nostra scena di fantasia ora, all’improvviso, qualcosa attira lo sguardo dell’affascinante misterioso eroe, lo mette sull’attenti e in un batter d’occhio lo trasforma in un ninja in giacca e cravatta con una predilezione per il tagliente sarcasmo.

Ricordate la commedia di azione “Kick-Ass”? Storia strampalata, fumettone di un papy particolare con dei figli speciali? Opera dissacrante, mescolanza di generi, per molti troppo sopra le righe, per altri fonte di immenso divertimento, partorita dalla fervida immaginazione del suo regista? Quella fantasiosa persona si chiama Matthew Vaughn e anni fa immaginò una versione bizzarra dei film di James Bond, in cui un ragazzino scapestrato di provincia veniva preso sotto l’ala protettiva di un vero gentleman dal mestiere inconsueto. Vaughn non ha saputo resistere ed è riuscito a dare vita ai suoi “Kingsman”. Nel 2012 la graphic novel è diventata una realtà e da oggi l’adattamento cinematografico è in tutti i cinema.

Photo: courtesy of 20th Century Fox
Photo: courtesy of 20th Century Fox

Il nostro eroe si chiama Harry Hart, è la personificazione del gentiluomo che troneggia nell’immaginario collettivo (qui hai volto del sempre perfetto Colin Firth), non è un ragazzino tutto testosterone e muscoli, ma quando lo si fa arrabbiare, senza venir meno alla sua innata grazia e gentilezza, riesce a mettere KO un branco di malintenzionati. Harry lavora per un’organizzazione segreta, i Kingsman, specializzata in spionaggio che recluta e forma super-spie super-educate. In previsione di un ricambio generazionale, Harry decide di far inserire nel selettivo programma di formazione dell’agenzia lo scapestrato figlio di un collega che anni prima gli salvò la vita, Eggsy (Taron Egerton). Come vuole la migliore tradizione, i due si troveranno presto coinvolti in un’inattesa missione per salvare il mondo da uno squinternato megalomane, Richard Valentine (Samuel L. Jackson).

Photo: courtesy of 20th Century Fox
Photo: courtesy of 20th Century Fox

L’opera di Vaughn alterna umorismo ad azione, è ben ritmata ed amabile. Tutto è in perfetto equilibrio e spiazza, per lo meno in apertura. L’ironia è sottile e non sovrabbondante come in MIB. La trama è classica ma con i medesimi guizzi che rendevano Kick-Ass diverso da qualsiasi altra pellicola del medesimo genere. E il cast sorprende: da un lato Colin Firth e Sir. Michael Caine sono eccezionali e convincenti nonostante la leggerezza della storia, dall’altro il giovane Egerton con lo scorrere dei minuti inizia a convincere – e, secondo i bene informati, l’attore gallese ci sorprenderà ancora durante il 2015.

“Kingsman” è una ventata di leggerezza, è spensierato e adatto a tutti: giovanissimi adrenalinici, adulti alla ricerca di una risata non idiota e persone agèe che vogliono divertirsi vendendo un bell’uomo che sappia recitare.

Vissia Menza

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