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The INVITATION: cene difficili da scordare

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Continuiamo il nostro viaggio nel thriller con un’altra anteprima londinese, quella della pellicola THE INVITATION, diretta da Karyn Kusama (la regista di “Aeon Flux” e “Jennifer’s Body”). Storia di una surreale e claustrofobica cena tra vecchi amici a cui vengono inviati Will (Logan Marshall-Green) e la sua nuova compagna (Emayatzy Corinealdi). L’ansia, il disagio, il sospetto, le umane debolezze troveranno terreno fertile per dar vita ad un tesissimo dramma con paretesi degne della migliore dark comedy. Il film sta diventando un cult ancor prima di arrivare nei cinema. Da attendere con trepidazione.

 

RECENSIONE

 

Immaginate un giorno, per caso, di incontrare la vostra ex-moglie. Dopo anni di lontananza e silenzio, immaginate che di punto in bianco v’inviti a una rimpatriata con gli amici di un tempo, nella lussuosa villa con vista mozzafiato che una volta era anche la vostra. E ora, immaginate cosa accadrebbe la fatidica sera dell’appuntamento. Chiudete gli occhi e cercate di varcare quella soglia tanto familiare e di provare una sensazione di disagio, ben oltre ciò che è lecito attendersi in simili situazioni, e che essa si tramuti in inquietudine ancor prima di brindare all’evento.

Percepite un’aria sinistra che non ricordavate. La vostra ex è calma oltre ogni logica, il suo compagno è fastidiosamente a suo agio e gli amici nuovi sono personaggi, diversi, molto eccentrici. Nessuno, però, pare crucciarsene. Inquieti, confidate che le cose andranno meglio dopo un paio di calici di vino, invece l’ansia rimarrà al vostro fianco.

Non vi sentite bene? Qualunque sia il vostro grado di apprensione non sarà mai paragonabile a quello provato da Will.

Photo: courtesy of 59 BFI LFF
Photo: courtesy of 59 BFI LFF

Will (Logan Marshall-Green) è il protagonista del nuovo film di Karyn Kusama (la regista di “Aeon Flux” e “Jennifer’s Body”). THE INVITATION è un thriller teso, che sfrutta le regole della migliore suspense per tenerci sulla corda sino all’ultimo istante. Tra domande strane, bisbiglii, giochi di sguardi, singolari abitudini e (mal)celate frustrazioni, quella serata sorprenderà tutti.

Attorno ad un tavolo si riuniranno persone comuni che, come spesso accade, mentono a sé stesse e agli altri, non fanno i conti con le proprie emozioni, non sono pronte al confronto. Ben presto saranno quindi gli istinti a prendere il sopravvento e a lasciare campo libero alla paranoia, al sospetto e quant’altro. E lo spettatore si troverà a entrare e uscire continuamente dalla testa di Will, provando le sue sensazioni e ponendosi sempre più domande. Alla fine mancherà l’aria.

Photo: courtesy of 59 BFI LFF
Photo: courtesy of 59 BFI LFF

I colori scelti sono caldissimi, sono quelli del legno, del crema, della natura che sappiamo esserci sullo sfondo, oltre le ampie finestre. La luce è soffusa e contribuisce a rendere l’atmosfera raccolta. I dialoghi insinuano milioni dubbi. Le inquadrature sono spesso dei primi piani schiacciati che ci provocano ansia. E ogni nota in sottofondo (di Theodore Shapiro, con music supervisor niente meno che Randall Poster) non è per nulla casuale. L’esplorazione dei sentimenti, del dolore, e della moda tutta losangelina di cercare aiuto in gruppi bizzarri nei momenti di difficoltà, regala sipari di sublime ilarità.

A ben vedere THE INVITATION è un thriller con sorprendenti parentesi da black comedy. In parole povere, ha un ritmo perfetto, mescola i generi, vi prenderà nella propria morsa e non vi lascerà prima di avervi tolto il respiro. Festival dopo festival sta diventando un cult.

Vissia Menza

Photo: courtesy of 59 BFI LFF
Photo: courtesy of 59 BFI LFF

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