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MIAMI BEACH, la recensione della commedia targata Vanzina

miami beach poster
La locandina di Miami Beach

Pionieri del cinema italiano degli anni ’80 e ’90 e registi dal fiorente bagaglio artistico, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina tornano sul grande schermo per firmare una commedia all’insegna della leggerezza e del divertimento con protagonisti Max Tortora, Paola Minaccioni e la partecipazione di Ricky Memphis.

Luca (Filippo Laganà) parte per una vacanza studio a Miami, insieme al padre Giovanni (Max Tortora). Giunti in aeroporto, Giovanni ha subito uno scontro verbale con Olivia (Paola Minaccioni) che sta accompagnando la figlia Valentina (Camilla Tedeschi) nella loro stessa, identica, meta. Nel frattempo, Lorenzo (Ricky Memphis), che aveva organizzato una gita in Bretagna assieme alla sorella e alla figlia Giulia (Neva Leoni), è costretto a cambiare i suoi piani e dirigersi verso Miami quando Giulia scappa con le sue amiche per assistere al concerto dei Deejay più famosi d’America. Per Luca e Valentina sarà amore a prima vista, mentre per i loro genitori Olivia e Giovanni, entrambi separati, varrà il detto “L’amore non è bello se non è litigarello.”
Il povero Lorenzo, invece, si farà aiutare da un ragazzo perdigiorno di nome Bobo (Emanuele Propizio) per ritrovare la figlia che nel mentre se la spassa in una villa di lusso con Filippo (Gianpaolo Morelli), un agente immobiliare italiano.

Miami Beach - Photo: courtesy of 01 Distribution
Miami Beach – Photo: courtesy of 01 Distribution

Sintesi e summa di un genere che affonda le radici nella nostra terra, nella cultura italiana e nella riproposizione di stereotipi infiniti (e ormai standardizzati), Miami Beach è una pellicola consueta e abituale che nasce dalla messa in scena di un copione classico e proverbiale utilizzato con successo in passato e diventato poi elemento basilare delle successive produzioni, realizzate a ciclo continuo. Ripetizione degli script, regia lineare, attori iconici, rodati e liberi di improvvisare o caricare le interpretazioni a seconda delle situazioni: sono questi gli ingredienti sui i quali i Vanzina hanno puntato nella loro lunga carriera, e continuano a farlo anche oggi, spinti dalla passione per il loro mestiere e dalla voglia di sfornare nuovi progetti in nome di un’amore sconfinato per la settima arte. La cifra stilistica e la campionatura cinematografica rappresentano il marchio di fabbrica del loro ideale di commedia, poiché è quella l’oasi creativa a cui sono legati, il filone dello scanzonato cine-panettone (invernale) e del cine-cocomero (estivo), divenuto oggetto di culto nell’immaginario collettivo.

Riprendendo il canovaccio dei film predecessori e strizzando l’occhio ai college movie a stelle e strisce (in parte ai vari American Pie, Porky’s, Animal House), la coppia di cineasti gira una sorta di Sapore di Mare in salsa caraibica, rivisitato in chiave moderna, spostando il baricentro della narrazione dall’Italia agli Stati Uniti, patria dei sogni e delle opportunità ambita dai giovani e già teatro dei precedenti Sognando la California, Vacanze in America e Mai Stati Uniti. Un centrifugato di sequenze déjà vu, sketch improbabili e gag comiche – ampiamente metabolizzate e prevedibili – che vive del mito delle vacanze all’italiana raccontate nell’indimenticabile Vacanze di Natale (1983) e nei mitici lungometraggi con Massimo Boldi e Christian De Sica (Vacanze in America, SPQR, A Spasso nel Tempo). Il discorso resta il medesimo per Miami Beach: una storia nota e conosciuta, ripresentata sotto mentite spoglie, che forse, non lascerà il segno ma assicura allo spettatore qualche ora di assoluta spensieratezza.

Alberto Vella & Andrea Rurali
Recensione pubblicata anche su CineAvatar.it

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