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LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI – DRAGON BLADE, la recensione del film di Daniel Lee

Il Poster italiano del film La Battaglia degli Imperi - Dragon Blade
Il Poster italiano del film La Battaglia degli Imperi – Dragon Blade

Una delle battaglie più epiche di tutti i tempi sta per rivivere sul grande schermo: Impero romano e Impero cinese si sfidano in un duello all’ultimo sangue, raccontato dal cineasta di Hong Kong Daniel Lee.

2000 anni fa nelle pianure cinesi Huo An (Jackie Chan), comandante dell’armata che protegge La Via della Seta, è costretto a difendere Le Mura delle Oche Selvatiche attaccate dai soldati della legione romana capeggiata dal generale Lucio (John Cusack). Scoperte però le intenzioni di quest’ultimo, che fuggì da Roma per proteggere l’erede al trono Publio dalla grinfie del malvagio fratello Tiberio (Adrien Brody), Huo An accoglie Lucio e il suo esercito fra le mura della fortezza e stringe con lui una solida alleanza per fronteggiare l’imponente armata di Tiberio che sta avanzando in cerca di vendetta.

Specialista degli action movie e dei wuxia di matrice storica, Lee miscela sapientemente lo stile autoriale del cinema orientale con quello commerciale tipico dei blockbuster hollywoodiani, per generare un kolossal eroico dal forte impatto estetico e dalle imponenti ricostruzioni scenografiche che strizza l’occhio al peplum e trova nel cast il vero punto di forza.

La sorpresa più grande è Jackie Chan (Chi tocca il giallo muore, La corsa più pazza d’America), impegnato in un ruolo drammatico e commovente che si discosta dalle consuete performance esibite in carriera, senza rinunciare a quell’ironia di fondo che ha da sempre contraddistinto le sue funamboliche interpretazioni e la recitazione corporale.

Il poliedrico artista cinese si mette in gioco per l’ennesima volta, al fianco di due star acclamate oltreoceano come il premio Oscar Adrien Brody (Il pianista, The village) e John Cusack (La sottile linea rossa, Essere John Malkovich) con coraggio, carisma e credibilità. Il suo personaggio è in netta contrapposizione con il perfido Tiberio di Adrien Brody, presenza negativa e pericolosa che vuole conquistare tutto, tranne che la pace e la fratellanza.

La Battaglia degli Imperi - Dragon Blade Foto: Ufficio Stampa
Foto: Ufficio Stampa

La Battaglia degli Imperi – Dragon Blade è un’opera d’avventura solida e ambiziosa che, nonostante alcune debacle nella trama e piccole stasi nel ritmo, riesce a intrattenere il pubblico grazie alle suggestive atmosfere e al realismo utilizzato nella maestosa rappresentazione. La cura meticolosa per i dettagli, la riproduzione delle campagne belliche, il connubio tra le differenti pratiche di combattimento – da un lato i gesti acrobatici figli delle arti marziali orientali e del kung fu e dall’altro le tecniche più fisiche e muscolari adottate in Occidente – contribuiscono a donare un tocco spettacolare ad una pellicola che, complici numerosi impedimenti ambientali durante le riprese in esterni, ha visto la luce dopo un lungo processo di lavorazione durato ben 7 anni.

Daniel Lee si conferma un esteta formidabile, un narratore versatile e moderno capace di compensare le imperfezioni narrative attraverso l’uso di una regia chirurgica e efficace. Un cineasta all’avanguardia, acclamato in patria per le sue mirabolanti produzioni (Black Mask, Three Kingdoms: Resurrection of the Dragon, White Vengeance, 14 Blades), che dimostra una spiccata abilità nel dipingere veri e propri affreschi, i quali prendono forma in Dragon Blade per trasportarci nel cuore dell’età antica, tra scontri avvincenti e sfide mozzafiato. Coinvolgente.

Alberto Vella & Andrea Rurali
Recensione pubblicata anche su CineAvatar.it

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