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La presentazione de I Magnifici 7 a TORONTO 2016

Il poster italiano del film I Magnifici 7
Il pocorter italiano del film I Magnifici 7

Grande attesa e grande parata di star ieri sul lago Ontario. I Magnifici 7 erano tutti presenti e sorridenti, pronti al confronto con critica e pubblico. Perché il TIFF è uno di quei festival dove la press c’è (ed è molta) ma l’audience si fa sentire e decreta i successi dei mesi a venire. E la nuova fatica di Antoine Fuqua (il regista di Training Day e Southpaw) aveva una bella responsabilità: far iniziare questo 41° festival alla grande.

Alla presentazione alla stampa del film han dominato le battute e gli attestati di stima reciproci. In perfetta armonia tra loro, i partecipanti hanno risposto alle domande dei giornalisti. Ecco quello che sappiamo e qualche curiosità sulla pellicola in arrivo nelle sale italiane il prossimo 22 settembre, un giorno prima dell’uscita statunitense.

La Trama

Si tratta, della rivisitazione dell’omonima pellicola diretta da John Sturges (a sua volta liberamente ispirata a I Sette Samurai di Kurosawa) e la trama è quella che ricordiamo.

La sinossi ufficiale, infatti, recita:Quando la città di Rose Creek si ritrova sotto il tallone di ferro del magnate Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard), per trovare protezione i cittadini disperati assoldano sette fuorilegge, cacciatori di taglie, giocatori d’azzardo e sicari – Sam Chisolm (Denzel Washington), Josh Faraday (Chris Pratt), Goodnight Robicheaux (Ethan Hawke), Jack Horne (Vincent D’Onofrio), Billy Rocks (Byung-Hun Lee), Vasquez (Manuel Garcia-Rulfo) e Red Harvest (Martin Sensmeier). Mentre preparano la città per la violenta resa dei conti che sanno essere imminente, questi sette mercenari si trovano a lottare per qualcosa che va oltre il denaro.

I Magnifici 7 - Photo: courtesy of warner Bros. Italia
I Magnifici 7 – Photo: courtesy of Warner Bros. Italia
Il Cast

In origine erano Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, Charles Bronson e James Coburn,oggi sono Chris Pratt, Denzel Washington, Ethan Hawke, Peter Sarsgaard, Vincent D’Onofrio, Manuel Garcia-Rulfo, Martin Sensmeier e Byung-Hun Lee a fare la differenza in una vicenda che parla di onore e eroismo,  insomma, di fare la cosa giusta. Si tratta di una di quelle storie senza tempo ed è lo stesso regista a sottolineare come sia stato l’impegno del cast a rendere diverso un racconto universale, ben scritto sino dall’origine. Oggi I Magnifici 7 sono qualcosa di nuovo e brillano di luce propria, perché sono gli uomini  a non essere più quelli di una volta.

Con varie domande si è cercato di capire la preparazione dietro le quinte, il peso de “l’originale”, quali fossero stati i riferimenti utilizzati e il messaggio che si voleva trasmettere. A sorpresa è emerso che, per esempio, Denzel Washington non ha mai avuto l’occasione di visionare I Magnifici Sette del 1960, e che il regista ha puntato su un ottimo gruppo di professionisti per vincere la sua scommessa. Fuqua si è attorniato di performer dal grande carisma, molti sono amici con cui aveva già lavorato in passato (tre volte con Washington e due con Hawke), ed è tutta gente in grado di lasciare un segno, rendendo nuovo (e al passo coi tempi) il proprio personaggio. E, in effetti, a più riprese gli intervistati hanno elogiato il filmmaker, rinomato per concedere spazio agli interpreti che sceglie. D’altro canto, lo scopo era solo uno: fare un ottimo western, il migliore possibile, che offrisse grande intrattenimento. Il resto sarebbe venuto da sé.

Denzel Washington in una scene de i Magnifici 7 - Photo: courtesy of Warner Bros. Italia
Denzel Washington in una scene de i Magnifici 7 – Photo: courtesy of Warner Bros. Italia
Curiosità

Sul grande schermo questi Magnifici 7 spiccano per la vena ironica e i partecipanti alla conferenza stampa non sono stati da meno. E’ così che siamo riusciti a scoprire alcuni aneddoti legati a quello che era, per forza di cose, un ambiente… coi muscoli!

Sul set vi era una sola donna, Haley Bennett, e il suo ruolo non era quello di una bella statuina, un bel soprammobile, era parte del gruppo, l’anima della storia, sparava e soprattutto cavalcava. Il suo cavallo non poteva quindi essere uno qualunque, doveva essere il più sexy, il più selvaggio (“un po’ come una donna”). Il risultato è stato che ha dovuto ri-imparare a cavalcare non con un cavallo addomesticato per il cinema. L’impresa le è riuscita? Il 22 settembre lo giudicherete da soli. E, data la presenza di tutti quegli uomini, la Bennett ha dovuto convive con dei pistoleri (pare che Manuel Garcia-Rulfo sia un fuoriclasse) e con compagni di avventura che hanno trasformato una casetta in palestra pur di allenarsi ogni giorno. Come dire, il testosterone era ovunque, pure nell’aria.

Vi lasciamo con una domanda scherzosa: secondo voi chi ha vinto il premio di attore più loquace durante le riprese, dal punto di vista di Byung-Hun Lee? Scriveteci.

 

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