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A MONSTER CALLS: un travolgente vortice di emozioni

Recensione del film A Monster Calls di J.A. Bayona in anteprima al TIFF 2016.

Un'immagine del film A Monster Calls - Photo: courtesy of TIFF
Un’immagine del film A Monster Calls – Photo: courtesy of TIFF

Quando le grandi produzioni americane toccano le corde dei sentimenti, le persone dal cuore tenero non hanno scampo. A Monster Calls, storia di un bambino alle prese con l’imminente perdita della madre, è in uno di questi casi.

Il film, basato sul romanzo per ragazzi Sette minuti dopo la mezzanotte, scritto da Patrick Ness, segue Conor e la madre (interpretata da Felicity Jones), malata terminale. Per sostenere il peso della situazione, il bambino si rifugia nel disegno, sino al giorno in cui la fantasia si trasforma in realtà: il mostro dei suoi sogni esce dalla carta e prende vita. La creatura propone a Conor uno strano patto, prima gli racconterà tre storie poi, al termine, sarà lui dovergli narrare la propria.

Prende il via così la commuovente e fantasiosa avventura del piccolo Conor. Lo vediamo durante la sua quotidianità, alle prese con il bullismo entro le mura scolastiche e, una volta a casa, con la malattia della madre, con l’assenza del padre e con la nonna a cui è affidato. Una premessa che ci accompagna al momento clou, quello del racconto. Le favole del mostro prendono, infatti, forma agli occhi del pubblico, per mezzo di sequenze animate tanto vibranti quanto cupe. E man mano che cresce la voglia di Conor di stare con il nuovo “amico”, aumenta pure quella di chi è in sala – anche perché è Liam Neeson a dare voce alla creatura.

I passaggi più toccanti si raggiungono nelle scene in cui il regista J.A. Bayona (The Orphanage) lascia spazio agli attori e permette loro di far emergere le proprie abilità recitative. Felicity Jones è delicata e toccante nei panni di una madre che, per il bene del figlio, fa di tutto pur di mantenere viva la speranza, e Sigourney Weaver, nonostante abbia solo una particina, ricopre un ruolo fondamentale: è una donna, una nonna, che deve affrontare la perdita della figlia. Ma è Lewis MacDougall a sorprendere tutti. La sua recitazione naturale, spontanea, sferra il colpo di grazia. Malgrado un epilogo prevedibile, non si ha scampo. Il film è emozionante senza scivolare nello stucchevole e così facendo conquista tutti. D’altro canto, quando si parla di sentimenti universali, ognuno di noi, a suo modo, riesce ad immedesimarsi, a provare empatia per quel ragazzino.

A Monster Calls è una favola strappalacrime – ottima – che al TIFF 2016 non ha risparmiato nessuno.

Recensione di Michelle Iwema 
Traduzione di Vissia Menza 

 

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