Ma se domani... > Cinema > Recensioni Film > Zombie Massacre Saga: Uwe Boll presenta la saga zombie made in Italy

Zombie Massacre Saga: Uwe Boll presenta la saga zombie made in Italy

Recensione dei film ZOMBIE MASSACRE e ZOMBIE MASSACRE 2 – REICH OF THE DEAD di Marco Ristori e Luca Boni

La cover del DVD di Zombie Massacre Saga
La cover del DVD di Zombie Massacre Saga

In realtà non so se prendere quello che ho appena visto come una gag o sul serio: la saga di Zombie Massacre, quasi tre ore di cinema molto morto e poco vivente, esiste davvero. E’ diretta da gente di casa nostra (Marco Ristori e Luca Boni), ha avuto la benedizione/produzione del re dell’horror-venuto-male Uwe Boll (Alone In The Dark, House Of The Dead) e trasmette un tale effetto “so bad it’s good” che potrebbe trasformarsi nel più sacrilego dei cult.

Ma andiamo con ordine: è il 2011 quando Ristori e Boni girano il pessimo z-movie Eaters e vengono (in)spiegabilmente notati da Boll. Costui, che di pessimo s’intende tanto e forse più di me, contatta il duo registico e gli affida la scrittura di un film basato sul retro-videogioco Amiga “Zombie Massacre”.
Una favola contemporanea che proietta i due volenterosi giovani filmmaker in una produzione italo-american-tedesca e in un racconto che attinge a piene mani e un po’ alla cieca da cinquant’anni di tradizione zombie, con un’attenzione particolare per le dinamiche verbose e a rilento di The Walking Dead.

Zombie Massacre (2013) ha una trama talmente abusata e derivativa che mi vergogno a scriverla, sappiate solo che ci sono dei politici arrivisti che mandano dei soldati biechi e immorali in una missione suicida, verso un territorio romeno caduto sotto i colpi di un’ignota epidemia e dunque pullulante di infetti mangiapersone.
Ad un film di zombie non chiedo certo innovazione, fosforo o impegno, ma il primo atto della ZMassacre saga è una tortura degna di Guantanamo, una “Occhi Del Cuore” in salsa gore diretta da un René Ferretti moribondo.
Passino le dinamiche semplicemente ricalcate, ma i livelli di recitazione, scenografie e fotografia sono impresentabili ad un mercato cinematografico che non sia quello dell’usato.

Credo sia anche l’unico caso di carenza di comparse zombie, il che è tutto dire visto che esistono orde di cosplayer pronte ad accorrere in soccorso anche del regista più indie e casereccio.
Nel cast ortopedico “spicca” Tara Cardinal (Red Reaper), al cui confronto Asia Argento è Claudia Cardinale, mentre Uwe Boll si autoproclama Presidente degli Stati Uniti in un cameo divertente.

Gli assassini, si dice, tornano sempre sul luogo del delitto. Boni, Ristori e Boll confermano il detto e, due anni dopo, sfornano un sequel: Zombie Massacre 2: Reich of the Dead ha il merito di fregarsene ancora meno del suo predecessore di tutti quegli aspetti che solitamente vengono considerati i canoni qualitativi del cinema.
Ambientato durante la seconda guerra mondiale, ZM2 prova a fondere zombismo e nazismo come aveva fatto mirabilmente Dead Snow (2009) e risulta invece una sontuosa apologia di reato (dove il reato era il primo film, chiaramente).
Avaro persino di sangue, questo secondo capitolo sottrae un po’ di quella caciara cameratesca che alleviava le pene del capostipite ed aggiunge un carico di riferimenti bellici e psicologici (?) completamente superflui e fuori luogo. Ottanta minuti da punto interrogativo, dove gli zombie sono un accessorio della più simpatica seconda parte.

La benedizione di Boll, sempre più a suo agio con le chiappe sul trono dell’orrido, conduce dunque a un paio di film che non rendono onore al cinema nostrano, palesando tutti i limiti tecnici e artistici che possiate immaginare. Ma paradossalmente trascinano i toni narrativi su binari caricaturali, comico-grotteschi e, a tratti, involontariamente esilaranti. Film quindi perfetti per fregiarsi, nei salottini hipster, della visione del non plus ultra della categoria malriuscita, goffa e adorabilmente nonsense.

Zombie Massacre e Zombie Massacre 2 li trovate racchiusi in un comodo cofanetto (di Midnight Factory), che contiene anche una quantità sorprendente di extra: backstage, making of (di quasi un’ora e trenta!), interviste, storyboard e speciale sugli effetti sonori. Insomma, come nelle migliori trattorie, si mangia male ma si mangia tanto. Bicarbonato non incluso.

Luca Zanovello

 

Related posts

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi