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Recensione del thriller Sleepless – Il Giustiziere

Un commento a Sleepless – Il Giustiziere, remake di Nuit Blanche con protagonista Jamie Foxx al cinema dal 2 febbraio.

il poster italiano del film Sleepless - Il Giustiziere
il poster italiano del film Sleepless – Il Giustiziere

A pochi anni dall’uscita di Nuit Blanche arriva il remake a stelle e strisce del film diretto da Frédéric Jardin che aveva debuttato al Toronto Film Festival nel 2012. Ed è proprio sul lago Ontario che aveva fatto breccia nei cuori dei produttori Adam Stone e Alex Foster i quali, affidandosi allo sceneggiatore di Straight Outta Compton, Andrea Berloff, avevano iniziato a dare forma al thriller Sleepless – Il Giustiziere con protagonista Jamie Foxx (RayParto col folle, Django Unchained)  da poche ore nei nostri cinema.

La storia è semplice e classica. Un poliziotto, Vincent Downs, per una serie di casualità (che non vi rivelerò), sottrae della droga al narcotrafficante sbagliato il quale pretende la restituzione entro poche ore della propria merce. Polizza assicurativa che tutto vada a buon fine è il figlio adolescente dell’agente che viene preso prevedibilmente in ostaggio. Per Vincent è l’inizio di una lunga e faticosa notte all’interno di un caotico casinò di Las Vegas in cui, solo contro tutti, dovrà dribblare il fato, i colleghi corrotti e non pochi soggetti confusi.

La presenza di un protagonista premio Oscar®, e di tanti talenti dietro le quinte, non è sufficiente a garantire il successo del progetto. Sleepless – Il Giustiziere è prevedibile (ai limiti dell’impolverato), non somministra grandi iniezioni di adrenalina nelle vene dello spettatore, e non regala neppure una sorpres-ina se non quella di non farci assopire.

Un'immagine di Sleepless - Il Giustiziere (Foto: 404)
Un’immagine di Sleepless – Il Giustiziere (Foto: 404)

Baran bo Odar, il giovane regista svizzero a cui è stata affidata la macchina da presa, avrà le sue colpe ma non gli si può addossare tutta la responsabilità in quanto la pellicola ha comunque il pregio di scorrere senza intoppi sino ai titoli di coda.

Il suo difetto maggiore è l’indecisione. Sleepless – Il Giustiziere non è un thriller che tiene sulla corda; non imbocca il sentiero del noir girato sotto la pioggia in una notte più nera della pece, in cui gli animi sembrano ancora più inquieti, i silenzi infiniti e i brutti ceffi hanno la meglio; e non osa trasformarsi neppure in un action poco realistico ma molto testosteronico, farcito di ironia (in)volontaria in grado di regalare due ore di spasso. Come se non bastasse, durante il girotondo della titubanza, si aprono porte che si richiuderanno senza essere mai varcate, perdendo occasioni e creando un’immotivata confusione. Quasi a dimostrare una folle determinazione a voler rimanere nell’anonimato – e tutto questo spreco mi rende la cosa più simpatica.

Ora, non so dirvi perché nessuno abbia avuto il coraggio d’imprimere un marchio di fabbrica al film so però che Sleepless – Il Giustiziere è onesto nel suo non essere memorabile ma sopportabile.

Vissia Menza

 

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