/, Festival, Recensioni Film/Call me by your name: il seducente, sensuale, dolce nuovo film di Luca Guadagnino 

Call me by your name: il seducente, sensuale, dolce nuovo film di Luca Guadagnino 

By |2018-02-07T10:25:31+00:00febbraio 14, 2017|Cinema, Festival, Recensioni Film|

Recensione del film Call me by your Name (Chiamami col tuo Nome) con Timothée Chalamet e Armie Hammer, in anteprima alla Berlinale 2017

Michael Stuhlbarg, Timothée Chalamet e Armie Hammer in Call me by your Name (c) Sony Pictures Classics

Michael Stuhlbarg, Timothée Chalamet e Armie Hammer in Call me by your Name
© Sony Pictures Classics

Call me by your name. Chiamami col tuo nome. Un titolo che ti tiene sulle spine, di cui cerchi il significato sino dalla prima inquadratura e quando lo scopri sei già caduto tra le sue braccia. Perché Call my by your name è un lungometraggio che ti rapisce e scombina il cuore. Call me by your name è la nuova fatica dietro la macchina da presa di Luca Guadagnino, arrivato a Berlino, nella sezione Panorama, dopo aver debuttato al Sundance. Ed è la visione più bella che ci è capitata sino ad ora.

La pellicola narra una storia splendida che stupisce per la sua dolcezza. Ti fa innamorare dei suoi personaggi e te li rende indispensabili. È come una pietanza rara e delicata che deve essere assaporata piano piano, sino in fondo per non essere dimenticata.

È la storia di un giovane diciassettenne, Elio, che ama leggere e scrivere musica. Non è introverso, è solo quieto, attento e curioso mentre attraversa l’impervio sentiero che porta all’età adulta, in cui tutto è più incomprensibile e difficoltoso.  Elio è figlio di un professore universitario che ogni estate ospita in casa propria un dottorando. Questa estate l’“usurpatore” della sua camera si chiama Oliver, è americano, ha 24 anni ed è di una bellezza sfacciata. Il suo charme conquista subito tutti: la famiglia, il paese, soprattutto, Elio.

Travolto (e quasi tramortito) dalle emozioni, Elio si trova quindi difronte ad una delle prove più difficili: la scoperta dei sentimenti, del desiderio, della passione. Perché sulla sua via il fato ha messo lo splendido Oliver. I ragazzi si conosceranno, si stuzzicheranno, prima non si comprenderanno, poi legheranno e faranno amicizia. La loro sarà un’intesa preziosa, li arricchirà e li cambierà per sempre. Vivranno una di quelle esperienze uniche e invidiabili, una meravigliosa e struggente storia d’amore.

Timothée Chalamet in Call my by your Name (c) Sony Pictures Classics

Timothée Chalamet in Call my by your Name © Sony Pictures Classics

Quella che Luca Guadagnino ci regala è un’opera luminosa e toccante. Ricolma di odori, sapori, note e rumori. Le inquadrature sono calde, sudate, respirano. Gli occhi dei protagonisti paiono rivolti a noi. Ci sentiamo scrutati, controllati. Siamo convinti ci bramino, ci vogliano dall’altra parte dello schermo. Ci illudono di poter far nostre le loro sensazioni. Quando i loro corpi vibrano, noi smettiamo di respirare. Quando loro sono lontani, noi proviamo un peso al petto. Quando non riescono ad esprimersi, vorremmo abbracciarli e parlare per loro. Call me by your name è sensuale ma non indiscreto; è coinvolgente ma non soffocante; è diretto ma mai sfrontato. È una poesia di raro equilibrio.

Tratto dall’omonimo romanzo di formazione di André Aciman, il film idealmente chiude la trilogia del desiderio (composta da I am Love, A Bigger Splash e Call me by your name, appunto) ma speriamo non ci privi di questo modo di narrare per immagini che ieri ci ha fatto dimenticare l‘originale da cui era tratto A Bigger Splash e oggi ci ammalia con la bravura di Timothée Chalamet e Armie Hammer. I due riescono con piccole e solo accennate movenze, con sguardi fugaci e ammiccamenti a rendere la nascita e l’evoluzione del rapporto tra Elio e Oliver reale, importante, da vedere.

Call me by your Name, dopo l’ottima accoglienza oltre oceano ha replicato in Germania. Ora possiamo solo sperare arrivi presto nei nostri cinema. È commuovente sino alle lacrime.

Vissia Menza

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

Shares

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi