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Bergamo Film Meeting (BFM35): tutti i vincitori dell’edizione 2017

I film vincitori del BFM35
I film vincitori del BFM35
BFM35 – Cosa è successo negli ultimi nove giorni? 

Oltre 140 proiezioni, tra corti e lungometraggi, sette film in concorso, di cui sei opere prime e una seconda. Due retrospettive di cui una intensissima dedicata a Milos Forman, apertasi con la visione del suo capolavoro, Amadeus, in versione Director’s Cut nella cornice del Teatro Donizetti (uno spettacolo già di suo). Poi ci sono stati gli incontri con gli autori, tutti i giorni, al Cinema San Marco e nella libreria preferita da ogni cinefilo che frequenta la kermesse, il BFM Bookshop. E non sono mancate le masterclass con Chintis Lundgren, sulla sua esperienza nell’animazione; con il regista Dagur Kari, alla Civica Scuola di Cinema di Milano; e con Thanos Anastopoulos, all’Accademia di Belle Arti di Brescia. Perché quest’anno le trasferte sono raddoppiate, dalla tradizionale incursione nel capoluogo lombardo ad una nuova tappa in quel di Brescia. Ecco in breve cosa è accaduto al Bergamo Film Meeting 2017 (anche noto come BFM35).

BFM 35 – I vincitori della Mostra Concorso

Il Festival diventa ad ogni edizione più grande e coinvolgente. Come ogni cosa bella, finisce sempre troppo presto. E  ieri sera, sono stati incoronati i vincitori del 2017. Vediamoli.

Il primo premio, del valore di 5000 Euro, è andato a Toril con Vincent Rottiers (Nocturama, Dheepan). Dietro la macchina da presa c’è Laurent Teyssier che, dopo quattro corti e la co-regia di un documentario, debutta nel lungometraggio con un film a metà tra il dramma e il polar. Ci porta nella Francia rurale in cui i piccoli agricoltori che vivono dei frutti della terra sono stritolati dalle grandi catene di supermarket, e mette un figlio, spacciator-ucolo, a sostituire un padre sfinito nell’estremo tentativo di salvare la proprietà di famiglia. La soluzione trovata non sarà la più agevole, soprattutto presenterà una lunga serie di pericoli. Non aspettatevi un finale alla “vivranno tutti felici e contenti”, ma le sorprese non mancheranno e la tensione sarà molta. Duro e crudo quanto basta per essere realistico, tesissimo più di quanto ci aspettassimo, con una fotografia calda sino a farci sudare, Toril si è meritato il suo premio.

Sul secondo gradino del podio troviamo Jätten (The Giant) di Johannes Nyholm (Svezia, Danimarca 2016), mentre al terzo posto c’è una nostra vecchia conoscenza: Voir du pays (The Stopover) di Delphine e Muriel Coulin (Francia, Grecia 2016), visto in anteprima nella sezione Un Certain Regard a Cannes 2016. Da allora l’opera seconda delle due donne ha fatto molta strada. Si tratta della fine di un viaggio e l’inizio di quello più difficile. Le registe ci portano all’interno di un gruppo di giovanissimi soldati catapultati dall’Afghanistan ad un resort super lusso cipriota, dopo una missione dagli esiti drammatici. E proprio per riprendersi dal trauma della guerra, in generale, e da un episodio catastrofico, in particolare, i ragazzi vengono fatti decomprimere in una bolla felice, in mezzo ad ignari turisti, così da affrontare la società serenamente, ammesso sia possibile. Le loro reazioni ai ricordi, e il loro modo di rapportarsi agli altri, mostrerà le non poche falle di un sistema che crede di avere tutto sotto controllo o, forse, che si illude che le conseguenze di certe esperienze siano minimali e/o sopportabili. Una storia dedicata agli effetti collaterali della guerra, quelli subdoli di cui in pochi parlano. Un modo diverso e altrettanto efficace, anche se meno spettacolare, di mostrare il conflitto. Una pellicola coraggiosa, con una protagonista di fama internazionale, la cantante e attrice Soko, dalla duplice prospettiva femminile, sia in cabina di regia sia sullo schermo.

BFM35 – I vincitori di Visti da Vicino 

Nella sezione VISTI DA VICINO, il miglior documentario è El charro de Toluquilla (The Charro of Toluquilla) di José Villalobos Romero (Messico 2016) che trionfa ex aequo con Als Paul über das Meer kam (When Paul Came over the Sea) di Jakob Preuss (Germania 2017). Il cineasta tedesco ci porta dall’enclave spagnola di Melilla al campo marocchino sul confine, dove ogni giorno approdano da tutta l’Africa migranti in cerca di una via verso l’Europa. Proprio in quel campo incontra Paul, la sua guida. Iniziamo così a scoprire una vita costellata di sfortune e speranze che porteranno Paul ad attraversare buona parte del suo continente e di quello europeo. Immancabilmente si creerà un legame forte e inusuale tra i due uomini che, ironicamente, sarà fonte di una incrinatura dall’epilogo inatteso. When Paul Came over the Sea è un racconto di migrazione, molto simile a quelli che vediamo al telegiornale, ed ancora oggi non ha un finale certo. Il merito del film di Preuss è di averci fatto scoprire cosa accade in Marocco, una rotta di cui si sente poco parlare, e di averci ricordato che dietro la tragedia ci sono non solo furfanti ma tanti esseri umani come Paul a cui è facile affezionarsi. E ora ci domandiamo: chissà come sarà il domani…

Un fatto è certo il prossimo Bergamo Film Meeting si terrà dal 10 al 18 marzo 2018.

Vissia Menza

 

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