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Miss Sloane: Quando il fine giustifica i mezzi e la voglia di vincere è l’unico motore

Recensione di Miss Sloane, il nuovo ipnotico film con Jessica Chastain al cinema dal 7 settembre.

il poster italiano del film Miss Sloane
il poster italiano del film Miss Sloane

Miss Sloane è la sorprendente nuova opera diretta da John Madden, il regista conosciuto per Shakespeare in Love e Marigold Hotelche oggi ci regala un film difficile da incasellare in un genere, un thriller politico ad alta adrenalina, da non perdere.

La protagonista è Elizabeth Sloane, interpretata da una grandiosa Jessica Chastain, un’agguerritissima lobbista conosciuta nell’ambiente politico per la sua tempra da vincente e per la tenacia con cui si prefigge e raggiunge gli obiettivi. Elizabeth lavora in uno studio di Washington in cui si è fatta un nome come persona dalle idee molto forti e la cui opinione è temuta da tutti, compresi i politici che occupano i vertici del potere.

Fin dall’inizio la donna si trova di fronte ad una scelta che cambierà per sempre la sua carriera, ovvero quella di fornire i suoi servizi ad uno studio legale concorrente per una campagna apparentemente impossibile da vincere, a sostegno del fantomatico disegno di legge Heatono – Harris che propone norme più severe per il possesso di armi. Essendo ampiamente noto l’appoggio di cui gode questa potentissima lobby (la NRA nella realtà), si può immaginare quanto la sfida sia per lei allettante, vista la bassissima possibilità di riuscita.

Jessica Chastain in Miss Sloane - Photo: courtesy of Leone Film Group
Jessica Chastain in Miss Sloane – Photo: courtesy of Leone Film Group

Il lungometraggio segue il percorso della Sloane dal momento in cui accetta l’incarico fino all’epilogo srotolando, con l’aiuto di una serie di flashback, i meccanismi mentali che muovono le sue azioni. Ogni suo passo, infatti, è il risultato di un’attenta macchinazione, di un’analisi che considera il minimo dettaglio, di una lungimiranza e profonda conoscenza degli avversari che la porta ad essere sempre qualche passo avanti. Poco importa se nel suo avvicinamento alla meta agirà ai limiti dell’etico facendo terra bruciata dietro di sé, senza preoccuparsi di ferire anche chi le sta vicino. Perché la sfida è l’unico suo motivo di vita e più è lontano l’obiettivo maggiormente la guerra deve essere combattuta con armi non convenzionali.

La Chastain, in questa sua performance, che speriamo le porti premi e riconoscimenti, è accompagnata da attori di prim’ordine, tra i quali il veterano John Lithgow nella parte del Senatore che, su spinta dell’ex boss della Sloane (interpretato da Sam Waterston), presiede l’indagine del Congresso che terrà banco sino alla fine. Tra le persone che invece gravitano intorno ad Elizabeth nella sua nuova avventura troviamo: Alison Pill (bravissima e già ammirata in Milk e in due film di Woody Allen, quali Midnight in Paris e To Rome with love); Mark Strong (Zero Dark Thirty, The Imitation Game) a capo dello studio legale avversario, che deve, suo malgrado, abituarsi ai modi ed alle tattiche poco ortodosse della donna da lui stesso scelta per la battaglia; e Gugu Mbatha-Raw nel ruolo di Esme, giovane attivista che crede fortemente nella causa e rimarrà, anche lei, schiacciata dalla determinazione della protagonista.

Altra nota interessante viene dall’autore della sceneggiatura, Jonathan Perera, che si cimenta per la prima volta nella scrittura cinematografica proprio con questa storia.

Mark Strong e Jessica Chastain in Miss Sloane - Photo: courtesy of Leone Film Group
Mark Strong e Jessica Chastain in Miss Sloane – Photo: courtesy of Leone Film Group

Miss Sloane può essere considerato uno di quei thriller politici che riportano alla mente House of Cards. Ogni suo elemento, però, contribuisce ad innalzarlo a un livello di gran lunga superiore. Partendo da una sceneggiatura che non lascia mai il tempo di tirare il fiato; a una regia attenta a mantenere alta la tensione, e ad analizzare anche gli aspetti più nascosti della mente umana; sino ad una fotografia pulita ed efficace nel far immedesimare lo spettatore all’interno del lato torbido delle lobby, che riesce benissimo a portare sullo schermo sia il grigiore che l’imponenza della città di Washington e delle sue istituzioni (nonostante la pellicola sia stata girata in Canada). In ultimo, un gruppo di attori in grado di dare quella sfumatura in più ai rispettivi personaggi ed a spostare l’asticella davvero in alto.

È un film da non perdere. Ogni minuto è pervaso da scelte intelligenti e motivate e si rimane incollati allo schermo in attesa di un nuovo colpo di scena e capovolgimento di fronte, il tutto egregiamente forgiato attorno ad una figura femminile forte ed estrema come mai al cinema se ne sono viste. L’augurio è che non sia l’ultima volta perché proprio il fatto che un personaggio simile sia una donna, è quello che eleva quest’opera ad unica nel suo genere.

Anna Falciasecca

 

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