Il drammaturgo e regista anglo-irlandese riceve l’omaggio alla carriera e incontra gli appassionati: il racconto fotografico esclusivo tra risate e retroscena d’autore.
Il regista Martin McDonagh sul green carpet dello Zurich Film Festival 2026 © Tosi Photography
Ci sono autori che usano la macchina da presa come un pennello e altri che la maneggiano come una lama affilata intinta nell’ironia più feroce. Martin McDonagh appartiene senza dubbio a questo secondo drappello. Il suo arrivo alla ventiduesima edizione dello Zurich Film Festival ha portato una ventata di umorismo corrosivo e lucidità narrativa a Sechseläutenplatz.
Sbarcato in Svizzera per ricevere il prestigioso Golden Eye Award come tributo alla carriera, il cineasta e drammaturgo anglo-irlandese ha attraversato il green carpet con quel suo inconfondibile piglio sornione: completo scuro, passo compassato e un’espressione divertita davanti all’entusiasmo contagioso dei tanti appassionati di scrittura cinematografica accorsi per vederlo dal vivo.
Formatosi sui palcoscenici teatrali londinesi e dublinesi prima di conquistare il grande schermo, McDonagh ha dimostrato che dialoghi taglienti e malinconia profonda possono convivere nello stesso fotogramma senza stonare mai. Dopo la folgorazione del cortometraggio premio Oscar Six Shooter, ha ridefinito la commedia nera moderna trasformando il Belgio gotico di In Bruges in una confessione disperata tra sicari, prima di scuotere le coscienze americane con la rabbia dolente di Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Fino al recente trionfo de Gli spiriti dell’isola, il suo cinema continua a esplorare l’assurdità dell’esistenza e i cortocircuiti delle relazioni umane con una chirurgica precisione di penna.
Martin McDonagh riceve il Golden Eye Award © Tosi Photography.
A Zurigo, questo talento spigoloso e brillante ha trovato la sua perfetta cornice.
Durante la cerimonia, il tributo della sala è stato lungo e partecipe: sul palco, l’autore ha risposto all’omaggio con battute fulminee e aneddoti sul mestiere di inventare storie strambe per attori straordinari, confermando come la sua statura d’autore non abbia intaccato una naturale allergia per la retorica da festival.
Tra gli aneddoti svelati nell’intimità della masterclass e i riflettori puntati sul green carpet, il nostro obiettivo ha seguito da vicinissimo ogni momento del regista al festival. Lasciatevi guidare dalla forza visiva degli scatti: cliccate sulla prima immagine qui sotto per aprire il servizio completo a schermo intero.
Vi ricordiamo che le immagini dallo Zurich Film Festival 2026 sono © Tosi Photography. Un clic QUI se volete essere messi in contatto con l’autore.
n.d.r. Le foto degli altri ospiti del 22° ZFF sono sulla pagina del nostro Speciale!
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