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“And the Oscar goes to…” e fu così che lo Zio Sam abbracciò il Re Sole

E’ l’argomento del giorno! Ma d’altro canto è quasi un secolo che la storia si ripete ed è giusto che sia così. E io, come da personale tradizione, ho tenuto il televisore sintonizzato, ma … dormivo! Di fatto ho tifato per the Artist e the Iron Lady/Meryl Streep ed è andata proprio come speravo, quindi nessun imprevisto da dover arginare e (grazie al cielo) nessun gossip di cui occuparsi, anzi il chiacchiericcio è rimasto così sotto tono da tornare a concentrarsi sulle mise curiose di alcune dame, sui piccoli siparietti ammiccanti (ma con il sorriso) di altre signore

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e sui bellissimi Brangelina!

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Come ormai tutti saprete, il nuovo continente ha rotto gli schemi per la seconda volta in pochi mesi, la prima quando ha ammesso un film francese nel proprio campionato e ieri quando ha consegnato le cinque statuette più ambite a The Artist. Nelle ultime settimane si è temuto (forse alcuni hanno sperato) che un manifesto un po’ ambiguo e volgarotto avesse tagliato le gambe a Dujardin, ma il prurito non ha scalfitto l’Accademy.

Inevitabile quindi che ora le sale cinematografiche ripropongano i film che hanno dominato la serata a discapito, forse, di altri che avrebbero potuto regge un po’ più a lungo.

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The Artist, presente solo in sale selezionate, probabilmente sarà ora proiettato anche in provincia. Pellicola che abbiamo già elogiato su questo blog e che consigliamo vivamente a quanti (e son ben pochi!) non abbiano l’età per esser cresciuti con la possibilità di scegliere tra film muto o corredato di audio e tra bianco/nero o colore. La storia vi farà emozionare, è una commedia amara e molto moderna, e l’assenza del parlato si dimentica dopo pochi minuti, il tempo necessario per venir ammaliati dai protagonisti di una favola che stimolerà tutti i sensi di noi giovani virgulti.

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The Iron Lady, si è detto molto sulla prova attoriale e poco sul taglio che la regista ha voluto dare alla storia. Non è una biografia, non è un documentario, né un film storico e probabilmente se la Lady di Ferro non fosse stata impersonata dalla grande Meryl Streep non avrebbe ottenuto tutta questa attenzione. Tentativo ben riuscito di ricordarci che dietro un personaggio pubblico, che ha contribuito alla storia del secolo scorso, vi era un essere umano, una persona, una donna con tutte le sue peculiarità e fragilità. E la camminata della Signora Streep per i corridoi di casa Thatcher nella parte finale è da brividi!

Paradiso Amaro, è invece uno degli sconfitti. Il grande George Clooney in camicia hawaiana, con lo sguardo inebetito o forse solo stordito per il dolore ed il panico di dover prendersi cura di due figlie che praticamente non consce, non è riuscito a superare l’esuberante Jean Dujardin. Purtroppo, ho visto quest’opera in italiano e ogni volta che esprimo le mie perplessità sulla recitazione, buona ma non sopra le righe, di Mr. “Ristretto” i miei interlocutori sottolineano come stia errando. Mi rimane il dubbio di un doppiaggio invasivo. Ma sino a quando non avrò occasione di sentire le battute in lingua originale rimmarò convinta che il bel George sia più convincente nei panni di Mr. Ocean o dietro alla macchina da presa (e già che ci sono, rinnovo i miei applausi per Le Idi di Marzo) che non in questo dramma casalingo.

Beginners, è il mio più grande punto di domanda di questa edizione degli Awards. Leggere delle nomination e vedere premiata un’opera che da noi non si sapeva neppure esistesse, mi ha intristita ed incuriosita al contempo. Che me la sia persa? Oppure che sia andata direct-to-video? La trama non mi pare scabrosa, poco interessante o distante dalla nostra sensibilità e il cast è di primordine! Quindi, mentre andiamo a caccia dell’eventuale dvd, così da prodigarci in un commento sulla misteriosa opera chiudiamo con il trailer che ha come protagonista il più anziano vincitore di un Oscar, Christopher Plummer.

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