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Recensione film SINISTER: un terrorizzato Ethan Hawke sta per arrivare…

Vi ricordate il viso intenso del marito innamorato della propria famiglia, lo scrittore affermato alla conquista della sua compagna che discorre di vita e filosofia sotto il sole della Grecia di cui abbiamo parlato pochi giorni fa? Dimenticatelo! Quest’anno Ethan Hawke impersona più di uno scrittore e dopo avervi presentato Jesse oggi ci dedichiamo a Ellison Oswalt, il protagonista di “Sinister”, film in arrivo nei nostri cinema tra pochi giorni altrettanto intenso, che gioca con la nostra psiche, che inquieterà il sonno di molti e che non avrà alcun risvolto bucolico pur ruotando intorno ad un artista e alla sua allegra famiglia.

L’attore che ha fatto sognare orde di ragazzine della generazione X, cresciute guardando a ripetizione “Giovani, Carini e Disoccupati”, ritorna sullo schermo cresciuto, in forma smagliante e questa volta in un ruolo inaspettato, una vera sfida peraltro superata con successo. L’Ethan Hawke che ci condurrà a King County veste i panni di Ellison, padre amorevole e marito devoto, con un pallino davvero particolare: per riuscire a scrivere i suoi romanzi true crime deve vivere in prossimità del luogo in cui si sono svolti gli eventi -ovviamente- nefasti che sceglie di approfondire. E questa volta la fa davvero grossa: decide di indagare lo sterminio di un’intera famiglia, trasferendosi direttamente nell’abitazione dei defunti! Mai errore fu più grosso…

Sin dal loro arrivo gli Oswalt vengono accolti malissimo dalle autorità, la casa è in un luogo eccessivamente isolato e si respira un’aria sinistra. Come regalo di benvenuto in soffitta Ellison trova una scatola di filmini che lasciano intendere che il caso di cui si sta occupando implichi la presenza un serial killer schizzato e in attività da molto, troppo tempo, a conoscenza del suo arrivo e così bravo da saper giocherellare con le umane paure recondite e farlo sprofondare rapidamente nell’incertezza, poi nel timore e infine nel puro terrore che indurrebbe chiunque alla fuga.

E mentre tra le mura domestiche si sentono scricchiolii sospetti, si vedono figure in giardino difficili da credere reali e in soffitta gli oggetti vanno e vengono con regolarità, papà perde la testa e i due pargoli ci mettono del proprio: uno inizia a rantolare e l’altra a farneticare. Insomma, un vero disastro che prosegue in un crescendo di tensione sino a un coerente e appagante epilogo. Quello che, infatti, inizia come un thriller ricco di suspense, la ricerca di un omicida, lascia il posto ad un secondo tempo in puro stile horror così efficace da rendere inquieta una platea molto sicura di sé al calare delle luci in sala.

“Sinister” vanta, infatti, una bilanciata unione dei due generi in grado di intrigare un pubblico vario, che non avrà difficoltà a trovare punti di contatto con il protagonista. L’uomo che ama il proprio lavoro e trascura la famiglia, colui che si sente fallito per non riuscire ad eguagliare i precedenti successi, la persona convinta che la razionalità detenga tutte le risposte sarà l’uomo che vedremo crollare sotto il peso dell’irrazionale e della materializzazione dei suoi peggiori incubi.

Il sospetto che prima instilla il dubbio, quindi il timore e sfocia in pura paura, la razionalità che vacilla sempre più sino a essere annientata dalle proprie insicurezze, sono solo alcune delle caratteristiche di un’opera contagiosa e inquietante, da non perdere. Voto: 6 ½, appagante per i curiosi e intrigante agli occhi degli amanti del genere  🙂

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