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[Recensione film] Le week-end: amore per sempre

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Amore, matrimonio, coppie eterne. Cambia il secolo, la gente, e le abitudini, ma l’amore mai. Sono le dinamiche di coppia a doversi adattare ai (dis)equilibri nuovi, spesso inaspettati, difficili, tipici dell’era che stiamo vivendo. Siamo longevi, inclini a relegare i sentimenti in un angolo e a chiudere le storie prima ancora che siano vissute. Ma cosa accadrebbe se decidessimo di rimanere ancorati ad un rapporto?

Il regista Roger Michell e lo scrittore Hanif Kureishi si sono posti queste domande e molte altre. L’amore, la felicità, come mantenerli sempre vivi, accesi e interessanti? Vale la pena lottare per far durare una storia? E quegli sforzi, alla fine, saranno ripagati con un meritato “e vivranno felici e contenti”?

Jim Broadbent e Lindsay Duncan nel film "Le week-end" - Photo: courtesy of Lucky Red
Jim Broadbent e Lindsay Duncan nel film “Le week-end”
Photo: courtesy of Lucky Red

Nick e Meg sono due insegnati, lui un docente universitario, lei una professoressa di liceo. Menti brillanti, persone ironiche, che hanno creato una famiglia e sembrano candidate alla felicità eterna. Ma il giorno in cui si ritrovano a Parigi, scopriamo non sia cosi: anche loro sono due di noi. Nella città in cui trascorsero la luna di miele trent’anni prima, i due cercano un po’ di leggerezza. Inizialmente rigidi, pian piano si lasciano andare e accettano di godersi la vacanza e l’altro, quella persona trascurata da molto, troppo (!), tempo.

Quando per anni una coppia entra nella routine e lascia che il dovere annienti il lato intimo e il gioco, presto o tardi, sopraggiungono la frustrazione, il risentimento e l’insofferenza. I protagonisti del film dovranno fare i conti con questo paniere di emozioni durante un fine settimana che regalerà loro vedute mozzafiato, cene luculliane, sorprese e molti momenti esilaranti.

Jim Broadbent e Lindsay Duncan nel film "Le week-end" - Photo: courtesy of Lucky Red
Jim Broadbent e Lindsay Duncan nel film “Le week-end”
Photo: courtesy of Lucky Red

Ed è proprio passeggiando per i romantici vicoli della capitale francese che Nick incontra un ex-compagno di università, Morgan, un americano, energico, eclettico, di successo, trapiantato in città, che lo trascina a una cena dove – come immaginabile – i nodi verranno al pettine e molto cambierà. L’uomo, infatti, farà da involontario specchio, sarà il detonatore, darà la spinta a Nick e Meg i quali, infine, realizzeranno cosa vogliano per se stessi e quanto amino il/ la compagno/a.

Il film di Michell ė un bonbon, un piccolo lavoro di novanta minuti, con budget ristretto, che si aggira per la Ville Lumiere con disinvoltura e molta speranza. Avvalendosi di tre grandi attori, Jim Broadbent, Lindsay Duncan e Jeff Goldblum (tutti con solida esperienza di teatro alle spalle), riesce a portare l’intimità del piccolo palco in esterni o, se preferite, la adatta al grande schermo con l’auspicio, non celato, di intrigare un vasto pubblico.

Jeff Goldblum nel film  "Le week-end" - Photo: courtesy of Lucky Red
Jeff Goldblum nel film “Le week-end” – Photo: courtesy of Lucky Red

Il tema attuale, la sottile ironia, il dramma accennato e mai strappalacrime, sono elementi che potrebbero, in effetti, coinvolgere molte più persone di quante (forse) accorreranno al cinema. Perché il problema di questo film (se di problema si tratta) non ė l’essere un’equilibrata commedia dolce e amara sulla mezza età e sui (ri)sentimenti, ma è l’assenza di quella spettacolarità oggi divenuta requisito fondamentale per fare il tutto esaurito in sala e evitare l’etichetta di opera d’essai.

“Le week-end” tocca tutti i punti cruciali degli equilibri di coppia, alcuni dei quali comuni anche a coloro che non sono nel mezzo del cammin di nostra vita. Il film si presta quindi a essere apprezzato dalle persone che cercano sullo schermo un po’ di sé stesse e la conferma che i dubbi, i dolori e le gioie provate ogni giorno siano normali. È meno adatto invece a coloro a caccia di rumore e fragore.

Vissia Menza

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