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[Recensione film] The Giver – Il Mondo di Jonas

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Jonas (Brenton Thwaites) è un adolescente coscienzioso, ben inserito nella comunità in cui vive, in attesa di scoprire il suo futuro. Jonas ha due amici del cuore: Asher (Cameron Monaghan), una testa calda, ma di animo gentile; e la sensibile, dolce e bellissima Fiona (Odeya Rush), irresistibile agli occhi innocenti di Jonas. Jonas vive nel mondo perfetto: le famiglie son tutte per bene, la società non conosce il crimine e vige il rispetto per gli altri e per le regole comuni. Nella realtà di Jonas non vi è traccia di delinquenza, violenza o anche solo violazione del benessere (proprio o altrui), ma – soprattutto – le emozioni non esistono, i sentimenti sono talmente sepolti nel tempo da non essere neppure più un ricordo. Niente terrore, niente amore, solo quieto vivere in armonia.

L’arrivo dell’adolescenza segna l’inserimento dei giovani nella comunità, e per Jonas quel giorno sarà molto speciale: scoprirà di essere un ragazzo diverso, dotato, importante, motivo per cui il Consiglio degli Anziani (coloro che decidono per il benessere comune) lo designeranno a futuro Ricevitore dei Ricordi, custode della memoria storica, emozionale, culturale dell’essere umano. Quello che ha fatto di noi chi siamo, quel bagaglio di esperienze accumulate sino a ieri, utili per le decisioni da prendere domani, nel mondo di Jonas sono custodite da una sola persona – che da ora è il Donatore (Jeff Bridges) – che ha ricoperto per lungo tempo la funzione di sommo consigliere degli Anziani, ogni qualvolta in difficoltà. Oggi il custode, schiacciato dal peso dei ricordi e del tempo, passa a Jonas anche la chiave per il cambiamento.

Photo: courtesy of Notorius Pictures
Photo: courtesy of Notorius Pictures

Presto Jonas scoprirà che il mondo non è in bianco e nero, ma è ricco e variopinto, per goderne a pieno però dovrà prendere importanti decisioni. Una storia di crescita e presa di coscienza tratta da un romanzo di formazione, che ha affascinato generazioni di adolescenti al punto che negli Stati Uniti è oggetto di lettura e discussione nelle scuole. La sua trasposizione cinematografica è durata oltre una decade ed è stata fortemente voluta da un gruppo di persone con grande esperienza nel fabbricare sogni tra cui lo stesso Jeff Bridges.

Non stupisce quindi che il cast sia così nutrito di nomi importanti, che il bianco e nero vanti una gamma di grigi stupefacente, da farci amare sin dalle prime inquadrature il direttore della fotografia, o che il giovane protagonista sia attore da tenere d’occhio. Stupisce invece il timing: dopo la chiusura della saga di “Twilight”, in attesa del gran finale della trilogia di “Hunger Games”, dopo i teen-movies “Il domani che verrà” e “Divergent”, purtroppo, il romanzo che arrivò per primo (1993) è l’ultimo film per adolescenti in ordine di tempo ad arrivare su grande schermo.

Photo: courtesy of Notorius Pictures
Photo: courtesy of Notorius Pictures

Con un’agguerrita concorrenza pronta a sparare cartucce di forte richiamo, nonostante “The Giver” sia ben fatto e in grado di funzionare, potrebbe rischiare di passare inosservato. È una pellicola tanto delicata da non apparire equipaggiata della corazza necessaria alla vittoria al box-office durante il primo weekend in sala. Di storie di (e per) adolescenti, sull’importanza della vita, dell’armonia e delle regole, ma anche di mantenere sempre il libero arbitrio, ce n’è bisogno in quest’epoca tumultuosa, però la gente chiede eroi dirompenti e qui, ai nostri occhi, vi è solo un sottile dramma, un intenso dramma emozionale e un conflitto molto interiore. Un alto messaggio dal risultato velato, quasi annebbiato, che potrebbe destinarlo all’anonimato.

Vissia Menza

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