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Recensione Il candelabro sepolto di Stefan Zweig

By |2016-02-29T23:42:13+00:00giugno 16, 2015|Lettura, Libri, Recensioni|

Finalmente l’imbarazzo della scelta! Con il nostro giro del mondo letterario siamo giunti in Austria, e il panorama letterario dei nostri vicini di casa offre davvero tantissime alternative.

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Tra le elegie di Rilke (a cui sono affezionato per intuibili motivazioni campanilistiche) e la “Misura del mondo” di Daniel Kehlmann, tra l’opera intensa e coltissima di Thomas Bernhard e il poliedrico talento artistico di Peter Handke, la scelta è caduta su un autore la cui biografia ricalca gli anni complessi vissuti a Vienna e dintorni nella prima metà del Ventesimo secolo: mi riferisco naturalmente a Stefan Zweig, figuro dall’Austria annessa dai nazisti, emigrato in Inghilterra e poi in Brasile, morto suicida con la moglie nel 1942.

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Di Zweig mi aveva commosso e colpito il celebre “La novella degli scacchi” (la recensione è qui). Sia lode a Skira per aver edito, nella splendida collana “NarrativaSkira” che davvero non sbaglia un colpo, “Il candelabro sepolto”, un’opera che ben riassume stile e poetica di un autore ancora troppo poco noto.
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Zweig racconta il vagare del popolo ebraico all’inseguimento della Menorah, dalla distruzione del Tempio nel 70 d.C. da parte dell’imperatore Tito fino all’arrivo dei Vandali a Roma che ne fecero nuovamente bottino di guerra. Lo fa utilizzando uno sguardo particolare: quello di Beniamino, che da bambino fu testimone con undici rabbini della partenza della Menorah da Roma e da anziano incontrerà Giustiniano, imperatore di Bisanzio, entrato in possesso della reliquia grazie alle vittorie militari di Belisario.

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La Menorah sull’Arco di Tito a Roma

La prosa lieve ed evocativa di Zweig, il continuo sovrapporsi nella mente del lettore fra la diaspora ebraica e quella personalissima dello scrittore, il racconto accorato e ricco di domande che tutti ci poniamo rendono la lettura una vera pietra preziosa; è inevitabile volerne sapere di più, ma storia e leggenda si intersecano continuamente nei secoli e, in fondo in fondo, forse non dispiace nemmeno immaginare che il finale previsto dallo scrittore austriaco sia reale.

Di certo, divori 176 pagine con estrema rapidità, cullato da una scrittura ammaliante, da continue riflessioni personali che diventano tue. Uno scrittore gigantesco, senza alcun dubbio.

Alfonso d’Agostino

SCHEDA LIBRO
Autore: Stefan Zweig
Titolo: Il candelabro sepolto
Editore: Skira
Collana: NarrativaSkira
Pagine: 176
ISBN: 978-8857215365

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Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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