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Easy – Un viaggio facile facile: promesse, sfide e riscatti on the road

Recensione di Easy, il film di Andrea Magnani in anteprima al Locarno Festival e nei cinema dal 31 agosto. 

Andrea Magnani conquista il popolo di Locarno 70 con Easy, delicata commedia “sulla strada” con un ottimo Nicola Nocella nei panni del protagonista. Isidoro, detto Easy, è un perdente, un po’ intorpidito dai farmici, ma a 14 anni era un asso al volante. Il destino, al posto di proiettarlo nell’Olimpo della Formula 1, l’ha fatto capitombolare nel gorgo della depressione e della Playstation ma, oggi, le sue abilità torneranno utili. Il fratello imprenditore, al posto di assoldare un autista in grado di guidare un carro funebre sino in Ucraina, affida il compito a lui. Il viaggio non sarà facile facile come sembra ma lo libererà da paure e vincoli. Nel cast anche Barbara Bouchet e Libero De Rienzo. Dopo la felice anteprima elvetica, da giovedì 31 agosto toccherà al pubblico nostrano. Un’iniezione di speranza.

il poster italiano del film Easy
il poster italiano del film Easy
LA RECENSIONE

Isidoro, detto Easy, era un pilota, un campione, sentiva il profumo della Formula 1, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e non è riuscito a fare il balzo. Oggi vive con la madre, è nel pieno di una depressione, che argina masticando ogni sorta di psicofarmaco, e al posto di trovare un lavoro si rimbambisce coi videogiochi. È così che suo fratello ha conquistato un posto speciale nel cuore di mamma e lo tratta come un demente al punto di proporgli un compito tanto assurdo quanto importante (ma questo, all’inizio, nessuno lo sa). 

Il fratello imprenditore, con un “gran” fiuto per gli affari, ha bisogno di qualcuno che riporti in Ucraina Taras o, meglio, la salma del povero Taras, un operaio malauguratamente morto nel cantiere di famiglia. Ad Easy verrà detto “si tratta solo di guidare sempre dritto…” e lui, che correva e vinceva, si lascerà convincere. Accetterà di andare sempre avanti sino a sconfinare dal circuito turistico, in un Paese diverso nella lingua, nelle abitudini e nelle tradizioni. Superate un paio di frontiere, Isidoro si troverà a vivere una dis-avventura dall’epilogo sempre più incerto. Lontano da casa, con la tecnologia che lo abbandona, e il carro funebre che dura poco, Isidoro potrà contare solo sulla gestualità latina, la umana compassione e l’italica creatività, per dare seguito all’impegno preso e sfruttare l’occasione per rinascere. 

Un'immagine del film Easy © Locarno Festival
Un’immagine del film Easy © Locarno Festival

Quello presentato in Cineasti del Presente all’ultimo Locarno Festival, è il miglior film italiano visto alla kermesse terminata il 12 agosto, e ci dispiace non sia stato annoverato nella sezione più nobile, quel Concorso Internazionale spesso foriero di nuovi, importanti, approdi (vedasi le evoluzioni di Lav Diaz). Ci spiace soprattutto perché il lungometraggio diretto da Andrea Magnani ha un’aura particolare, che ci fa stare bene. Ci ricorda il bel cinema che rese fiera l’Italia, fatto di risate amare, comicità involontaria e di eroi normali, fallibili, anzi, perdenti, le cui goffaggini rendono le nostre meno tragiche e meno dolorose. Alla fine Easy è un po’ tutti noi e il suo viaggio silenzioso, durissimo ma liberatorio, ci appassiona e ci trasforma in suoi affezionati sostenitori. Se lui vince, noi dormiamo sonni tranquilli. 

Le prove che l’uomo dovrà superare saranno molte. Dalla ricerca di cibo a quella di un mezzo di trasporto idoneo (a un uomo con una bara al seguito), dal superamento della barriera linguistica al superamento delle proprie paure. Inevitabilmente, le situazioni buffe e quelle tragiche stringeranno un solido e strategico sodalizio sino al raggiungimento della quiete, quella di Taras, e dei suoi cari, e quella del povero Easy che, nel profondo, non ha mai davvero gettato la spugna.

Un'immagine del film Easy - Photo courtesy of Locarno Festival
Un’immagine del film Easy © Locarno Festival

Il successo del progetto è dovuto anche alla presenza del protagonista perfetto: l’attore Nicola Nocella, che con la sua corporeità, la gestualità e – probabilmente – una buona dose di ironia, si è calato nei panni e nel mondo di Isidoro sino a rendercelo tangibile, amabile, insostituibile. Vedere sgretolarsi tanto isolamento, ha reso anche la nostra aria più respirabile. Ci sentiamo più forti: se Easy è riuscito ad incontrare la famiglia di Taras, noi possiamo vincere qualsiasi piccola sfida del quotidiano. E poco importa che quella sullo schermo sia un’opera di finzione mentre questa qui fuori sia la vita reale. 

Easy – Un viaggio facile facile dopo il debutto locarnese, arriverà nelle sale italiane dal 31 agosto grazie Tucker Film. Il consiglio e di regalarvi questa delicata commedia on the road.

Vissia Menza

 

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