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Esercizi di stile: ci vediamo sulla S

By |2018-08-30T09:48:31+00:00settembre 2, 2018|Lettura, Libri, Recensioni|

Un commento al libro Esercizi di Stile di Raymond Queneau, tra le ri-letture consigliate di questa fine estate 2018.

era il lontano 1983 eppure è ancora viva nel mio cuore la gioia per l’acquisto di Esercizi di stile di Raymond Queneau, appena pubblicato in Italia da Einaudi con testo originale a fronte, impossibile esentarsene, ne parlavano tutti i giornali elogiando l’autore e Umberto Eco, il traduttore, due geni equiparabili

Raymond Queneau, nato a Le Havre nel 1903 e venuto a mancare a Parigi nel 1976, esponente dell’Oulipo, Ouvroir de littérature potentielle (Opificio di letteratura potenziale) insieme a Italo Calvino, François Le Lionnais, George Perec, e molti altri, svolse una mirabile ricerca nell’ambito letterario e linguistico. Dal canto suo Eco ha saputo tradurre con estrema professionalità il testo francese adattandolo magnificamente alla nostra lingua

la copertina del libro Esercizi di stile

la copertina del libro Esercizi di stile

giravo e rigiravo il libro tra le mani sfogliandolo con attenzione, non vedevo l’ora di tornare a casa per immergermi nella lettura, ma non stavo più nella pelle e lì per lì in libreria decisi di leggere quelle poche righe che diedero il via al seguito, un episodio banale, un piccolo litigio su un autobus, trasformato in 99 varianti stilistiche tra figure retoriche e anagrammi, lipogrammi e anglicismi, per citare solo alcune delle tante proposte, a riprova delle molteplici opportunità che può regalarci la lingua

“Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.”

Carte postale de Paris, Gare de Chemins de Fer - Saint Lazare Cours de Rome

Carte postale de Paris, Gare de Chemins de Fer – Saint Lazare Cours de Rome (fonte)

sbirciai curiosa le pagine successive e vidi appunto lo stesso breve racconto plasmato e riproposto in varie sfaccettature, quasi fosse plastilina, ogni testo una scultura miscelata al divertimento dell’autore nel modellare la grammatica, la sintassi e i singoli vocaboli creando effetti straordinari, mi immaginavo Queneau prendere le parole, accarezzarle e giocarci all’infinito, il suo piacere identico a quello di noi lettori ammaliati da tale creatività e incoraggiati a fare altrettanto

corsi a casa e mi immersi nella lettura di questo caposaldo della letteratura pubblicato in Francia nel 1947 da Gallimard, un piacere assoluto per gli occhi e per la mente, un dono e una sfida, inciso nella memoria per l’eternità, da leggere e rileggere a piacimento negli anni, un libro sempre attuale e stimolante, non riuscivo a staccare gli occhi da quel capolavoro e balzavo da una pagina all’altra stregata dalle proposte

l’indimenticabile Precisazioni

“Alle 12.17 in un autobus della linea S lungo 10 metri, largo 3, alto 3,5, a 3600 metri dal suo capolinea, carico di 48 persone, un individuo umano di sesso maschile, …”

l’imprevedibile Sostituzioni

“Sul battello della linea Z, in un poligono di tiro, un tifone di almeno ventisei anacardi, con una pompa dal corimbo al posto del viticcio, accarezza un entomologo che gli avrebbe macinato i coleotteri. Come poi vede un imbuto libero vi si getta dentro …”

l’inaspettato Parti del discorso, che mi rapì a tal punto che mi inchinai a tanta genialità, alzai gli occhi al cielo e ringraziai Queneau per quel regalo, gli strumenti atti a creare, eccoli lì in bella vista a nostra disposizione e tra le righe mi parve di leggere la sua risposta: sbizzarritevi e divertitevi quanto me con la scrittura

Articoli: il, la, gli, un, dei, del, al.
Sostantivi: giorno, mezzogiorno, piattaforma; autobus, linea, parco, Monceau, uomo, collo,  cappello, gallone, …
Aggettivi: posteriore, completo, circondato, …
Verbi: scorgere, portare, interpellare, pretendere, fare, camminare, …
…”

è agosto e tempo di vacanza, riprendo tra le mani Esercizi di stile accogliendolo con il medesimo entusiasmo del passato, colpita questa volta da un dettaglio all’apparenza irrilevante che ho sempre trascurato, la coincidenza di ritrovare dall’altra parte della città una persona vista casualmente sull’autobus due ore prima, che stranezza, eppure capita ed è capitato anche a me e chissà per quale motivo

socchiudo gli occhi, voglio saperne di più e decido così di cercare quel ventiseienne che portava un cappello floscio con una cordicella al posto del nastro e viaggiava sulla S, ma sarà invecchiato pure lui come tutti noi in trentacinque anni, magari il cappello è lo stesso, c’è chi si affeziona alle cose e non le lascia mai o forse l’ha perduto o sostituito, mi domando se sarò mai in grado di riconoscerlo, che sciocca, è stato descritto in ben novantanove modi e ancora temo di non saperlo individuare

ora avrebbe 61 anni, ho un dubbio, rifletto, veniva dalla Francia dove i 26 anni li aveva nel 1947, quindi adesso ne avrebbe 97 e potrebbe essere irriconoscibile

avrò un gran bel da fare

vi saluto, corro alla ricerca di un novantasettenne con il cappello floscio in testa, ci vediamo sulla S

Elisa Bollazzi

SCHEDA LIBRO

Esercizi di stile di Raymond Queneau(Autore), S. Bartezzaghi (a cura di), U. Eco (Traduttore)
Testo francese a fronte

Copertina flessibile: 328 pagine
Editore: Einaudi (7 marzo 2014)
Collana: Super ET

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Artista e scrittrice si diletta a trasformare in un flusso di parole la sua vita itinerante da una galleria a un museo da una sala cinematografica a un teatro da un incontro con l’autore a una biennale.
Inizia a scrivere a sei anni sotto l’amorevole guida dell’adorata maestra Luigia. Dapprima le vocali: 40 a 40 e 40 i 40 o 40 u in seguito le consonanti, 40 per ognuna e quindi tutte in fila. Di lì a poco vocali e consonanti abbracciate in mille modi all’apparenza indecifrabili: ab ac al am an ao ar as at au av az Ba bo bu Ca cc ci cr cu Da du Aa dd nn pp ss vv zz, inspiegabili suoni che d’un tratto trovano un senso e come d’incanto si trasformano in parole e pensieri. Elisa sa guardare, ascoltare, pensare e ora anche scrivere: il gioco é fatto!
Dal 1990 si dedica con devozione al suo Museo Microcollection

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