///Agostino Ferrari. Segni nel tempo in mostra a Milano

Agostino Ferrari. Segni nel tempo in mostra a Milano

By |2018-09-02T21:24:55+00:00settembre 4, 2018|Mostre, Mostre a Milano|

Il Museo del Novecento, nel capoluogo lombardo, dedica una mostra al Maestro milanese e ai suoi Segni che utilizza come strumento espressivo capace di raccontare le sue emozioni personali.

Agostino Ferrari , Palinsesto (1994), 160x120, Acrilico e Sabbia Su Tela

Agostino Ferrari, Palinsesto (1994), 160×120, Acrilico e Sabbia Su Tela

Agostino Ferrari. Segni nel tempo è la quarta mostra inserita nella rassegna estiva della collaborazione tra Palazzo Reale e Museo del Novecento. Le altre tre sono: Alik Cavaliere. L’universo verde, Pino Pinelli. Pittura oltre il limite e Bonalumi 1958 – 2013. Nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo, avete fino al 28 ottobre per recarvi al Museo del Novecento e godere di questa e delle altre esposizioni presenti, tutte incluse nel biglietto d’ingresso.

Agostino Ferrari

Classe ’38, Agostino Ferrari nasce a Milano, dove espone per la prima volta nel 1961 alla Galleria Pater. Dall’incontro con Lucio Fontana, ed altri artisti, nascerà il gruppo del Cenobio. L’obiettivo, ambizioso, dei giovani era di “salvare la pittura” attraverso l’uso del puro gesto. Così facendo, si sviluppa una vera e propria “poetica del segno”, di cui Ferrari è un ottimo esempio. Infatti, egli continua a coltivare la propria ricerca anche dopo lo scioglimento del gruppo. Nel ’66 espone alla Eve Gallery di New York.

Continuando ininterrottamente la propria ricerca del segno, Agostino Ferrari giunge all’Autoritratto (1975), l’unica installazione che abbia mai prodotto. L’opera viene esposta prima a Bologna e poi a Ferrara.

Agostino Ferrari, Maternità (2002), 214x160cm, Oro Acrilico Sabbia Su Tela

Agostino Ferrari, Maternità (2002), 214x160cm, Oro Acrilico Sabbia Su Tela

Nel ’78, dopo aver esposto l’Alfabeto (1976-78) presso la Contemporary Art Gallery di Dallas, la ricerca del segno di Agostino Ferrari evolve e incomincia l’uso di elementi come la sabbia vulcanica, che lo accompagnerà fino a oggi.
Ha esposto in molte mostre, sia collettive che personali. Tra queste ricordiamo: Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1976), Casa del Mantegna di Mantova (2010) e Fondacion Frax di Alfas del Pi (Alicante, Spagna) (2011). Inoltre, ha vinto il premio per l’incisione Joan Mirò nel ’71 e il premio alla carriera Bugatti-Segantini nel 2017.

Agostino Ferrari. Segni nel tempo

Al Museo del Novecento trovate l’antologia dedicata la Maestro milanese. Il titolo è piuttosto evocativo: Agostino Ferrari. Segni nel tempo. Difatti, più che di disegni, nel caso delle opere del lombardo si può parlare di grafia. Sulle grandi tele che occupano le pareti della prima delle due sale di cui la mostra si compone, esplodono i tratti di Ferrari, alle volte riconducibili a parole. Altre, le linee ondulate, come lettere scritte in un corsivo illeggibile, si fondono, sovrapponendosi tra loro, in un vortice di segni che trascina all’interno del quadro.

Agostino Ferrari, Interno Esterno (2010), 150x150cm, Acrilico e Sabbia Su Tela

Agostino Ferrari, Interno Esterno (2010), 150x150cm, Acrilico e Sabbia Su Tela

Parole, soltanto parole, potremmo dire, sbagliando, citando Mina. Agostino Ferrari non si limita a parlare, ma compone. Nello spazio e nella cacofonia di segni che affollano la tela, risuona il suo messaggio. Alle volte palese, altre confusionario. In Interno Esterno del 2010(vedi sopra), lo strappo al centro della tavola è al tempo stesso creatore e risolutore. In Odissea del 2018 (di seguito), invece, semplicemente il segno esiste, senza un inizio o una fine. I tratti di Ferrari attraversano l’opera da un lato all’altro, vivendo di vita propria.

Come per Pino Pinelli e Agostino Bonalumi, anche lo stile di Agostino Ferrari trascina lo spettatore dentro i quadri. Diventa impossibile, di fronte a un’opera di uno di questi, non essere risucchiato nel suo mondo, nonostante le loro ricerche siano molto diverse.

Agostino Ferrari. Segni nel tempo vi aspetta al Museo del Novecento di Milano fino al 28 ottobre. Inoltre, incluso nel biglietto d’ingresso avrete accesso a tutte le sale del museo, compreso il focus su Bonalumi.

Simone Bonaccorso

Agostino Ferrari, Odissea (2018), 160x230cm, Acrilico e Sabbia su Tela E Mdf

Agostino Ferrari, Odissea (2018), 160x230cm, Acrilico e Sabbia su Tela E Mdf

INFORMAZIONI UTILI
AGOSTINO FERRARI. SEGNI NEL TEMPO
22 giugno – 28 ottobre 2018

Milano, Museo del Novecento (piazza Duomo 8)
Orari: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30. Ingresso incluso nel biglietto del Museo
Informazioni
: www.museodelnovecento.org

Foto: si ringrazia l’ufficio stampa per il supporto

Diplomato all’aeronautico, laureato in Scienze della Comunicazione a Pisa, cerca una specializzazione nel settore dei media digitali con un Master presso Il Sole 24 ORE Business School ed Eventi. Regista radiofonico per quattro anni a Radioeco.it, collabora con il sito amico FantasyMagazine.it di cui dal 2016 è anche Social Media Manager.

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