Alla scoperta della mostra Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2 alla Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst fino al 17 febbraio 2019. 

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: Francesco De Tatti, Santo Stefano davanti ai giudici, 1526

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: Francesco De Tatti, Santo Stefano davanti ai giudici, 1526

Avreste mai immaginato di vedere il sequel di una mostra? Nessun errore, non sto per parlarvi del secondo episodio di una saga cinematografica campionessa al box-office, bensì di quanto una esposizione ben riuscita (Il Rinascimento in Terre Ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini) possa rimanere nel cuore di organizzatori e visitatori al punto d’avere un seguito. E non un seguito pianificato a tavolino ma una prosecuzione spinta dalla passione, il giorno in cui una splendida predella è finita sul mercato, ad un’asta imperdibile. 

Esatto, Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2, la mostra in corso in Pinacoteca Züst in questi mesi, è nata per caso nell’estate del 2017 con l’intento di continuare ad analizzare il fenomeno della dispersione dell’arte, di quelle opere lasciate andare e tornate dopo molto (troppo) tempo nel territorio che le aveva, per lo meno intellettualmente, generate. Si tratta di opere di frequente smembrate la cui sede naturale erano chiese e/o oratori, oggi riunite per la prima volta – anche se in determinati casi solo temporaneamente. Tutte valorizzate allo scopo di stimolare l’intera comunità a riflettere sull’importanza della propria memoria.

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: Francesco De Tatti, affreschi di Santa Croce, Gazzada Schianno (VA) - Foto: MaSeDomani

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: Francesco De Tatti, affreschi di Santa Croce, Gazzada Schianno (VA) – Foto: MaSeDomani

Ciò che siamo è dato dal nostro passato, quel passato che per vari motivi è stato lasciato andare e che adesso a fatica dobbiamo di ricostruire.

Nel millennio della filosofia usa e getta, in cui i palazzi antichi crollano per questioni di “praticità” e “ottimizzazione dei costi”, in cui si è così proiettati al futuro da non trovare più il tempo per guardare alle origini, la Pinacoteca di Rancate prosegue con la sua vocazione di far riscoprire il territorio, di scavare nelle proprie origini, di rivelare la bellezza racchiusa nell’arte locale.

L’esposizione Rinascimento nelle terre ticinesi 2 è la prova di quanto il lavoro del museo cantonale sia fondamentale e prezioso.

Col supporto di ben due curatori, Jacopo Stoppa e Giovanni Agosti, e con l’allestimento ideato dall’architetto Mario Botta (la nostra intervista in chiusura), fino al 17 febbraio 2019 potrete immergervi nella storia dei luoghi intorno a voi, facendo un bel balzo indietro sino al Rinascimento, grazie ad un percorso suddiviso in sei sale.

il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: l’allestimento della prima sala - Photo by MaSeDomani

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: l’allestimento della prima sala – Foto: MaSeDomani

Si parte con una doverosa rievocazione dell’Atto I°, l’esposizione del 2010 che per la prima volta affrontava l’argomento. Dopodiché ci si ritrova al cospetto della tavola (foto in testa) del varesino Francesco De Tatti che ha dato la spinta decisiva a questo insolito Atto II°. Dovuta è quindi la digressione su questo autore.

Poi è un crescendo di scoperte.

Polittici infine riuniti; reperti di cappelle abbattute poco meno di un secolo fa; quadri che pur essendo di pittori locali dimostrano una conoscenza attenta dei grandi maestri come Raffaello; e piccoli gioielli che fanno sorgere tante domande. Quali potranno mai essere i motivi che hanno fatto migrare dei bassorilievi da Bellinzona sino a Zurigo e una pala del Luini sino alla campagna inglese (da pochissimi giorni arrivata al Museo)? E, ancora, quale necessità vi era di “germanizzare” una chiesa della Valle Poschiavo (Grigioni) privandola di suggestive vetrate?

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: le vetrate di San Vittore Mauro a Poschiavo in mostra - Foto: MaSeDomani

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: le vetrate di San Vittore Mauro a Poschiavo in mostra – Foto: MaSeDomani

È, infatti, un susseguirsi di sorprendenti dipinti, incisioni, sculture e vetri, spesso sospesi su cavalletti in legno pregiato, quasi a sembrare appena usciti dallo studio di artista. Alcuni nomi son noti (Bernardino Luini, Francesco De Tatti, Callisto Piazza) altri meno se non addirittura ignoti, come capita coi raffinati Anonimi presenti. L’aria profuma, è il cedro dei supporti, moderni ed essenziali nelle linee, tesi a segnare un ponte ideale tra il presente e quel passato da rifare nostro. E le pareti, nere, invisibili, favoriscono l’empatia con i manufatti in mostra, contribuendo a rendere l’atmosfera avvolgente e l’esperienza da ricordare.

Molte volte mi chiedono perché andare a vedere un’esposizione, soprattutto quando priva di fuochi d’artificio e/o figure iconiche. Ecco, nel caso odierno il motivo è proprio questo: è una mostra intima, raccolta e importante. Ci ricorda chi siamo e quanto la bellezza sia davvero ovunque intorno a noi.

Vissia Menza

intervista Mario Botta sulla Mostra Rinscimento nelle terre Ticinesi 2

INFORMAZIONI UTILI
Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2. Dal territorio al museo

28 ottobre 2018 – 17 febbraio 2019
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
Indirizzo: 6862 Rancate (Mendrisio), Cantone Ticino, Svizzera
Orari: da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18; il sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18
Chiuso: il lunedì
Mappe, prezzi, contatti e approfondimenti sul sito: www.ti.ch/zuest

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: Giovanni Pietro De Donati e Giovanni Ambrogio De Donati, Assunzione della Vergine - Foto: MaSeDomani

Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2: Giovanni Pietro De Donati e Giovanni Ambrogio De Donati, Assunzione della Vergine – Foto: MaSeDomani

Si ringrazia l’ufficio stampa per il gentile supporto
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