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Recensione film Una notte da Leoni 3: le belve son diventate micetti

“Una Notte da Leoni n.3” sta per invadere (è questione di poche ore!) i nostri cinema. Il terzo capitolo di una saga che ha fatto del buonumore collettivo il suo segno distintivo, che annovera sex-symbol e comici di popolarità planetaria e che assicura il successo d’incassi a qualunque cinema lo metta in cartellone, sta scaldando i motori e l’attesa è davvero ai vertici storici, soprattutto per la presenza nel cast anche del grande John Goodman (appena apprezzato nel nuovo film dei fratelli Coen in concorso a Cannes 66).

Qualitativamente, lo sappiamo, stiamo per affrontare la classica commedia che gioca sul filo del demenziale, un semplice ma efficace on the road all’americana, in cui un gruppo di amici, ovviamente tutti maschi adulti (per lo meno all’anagrafe!), decide di passare un weekend per soli uomini in quel della città della perdizione (Las Vegas, n.d.r.). I ragazzi superano il limite al punto da non ricordare neppure gli eventi della sera prima, cosa che renderà molto difficile e assai divertente – per il pubblico – rimettere a posto le cose e tornare infine a casa come se nulla fosse mai accaduto.

Il primo episodio fece il botto, riuscì oggettivamente a far ridere anche i più granitici ed esigenti tra gli spettatori, questi (allora) emergenti ragazzoni bellocci, simpatici e incredibilmente totalizzanti su grande schermo videro aprirsi definitivamente le porte di Hollywood e la loro vita cambiò al punto che qualche mese fa tifavamo all’Accademy proprio per uno di loro (Bradley Cooper con il suo “Lato Positivo“). Non andò altrettanto bene alla seconda avventura, non tanto a livelli di incassi, quanto per la soddisfazione dell’utente: stesso gruppo, stesso schema, stesse battute, solo in un continente differente, senza alcuna novità nel piatto.

A questo giro, peraltro l’ultimo a dire degli intervistati, si doveva alzare l’asticella e chiudere il cerchio, quindi si torna in Nevada, con un pizzico di suspense e un cast più ricco, con la promessa di un epilogo esplosivo. Carichi quindi affrontiamo il cinema e altrettanto carichi rincasiamo, peccato che il nostro fardello non sia di gioia…

Purtroppo la nuova avventura dell’eterogeneo gruppo di amici è davvero sgangherata: un minestrone che unisce troppi spezzoni dei capitoli precedenti, eccessive spiegazioni, pochissime gag e una sola trovata carina che, infatti, ci fa sorridere, peccato che si tratti dei minuti finali della pellicola. Il resto è déjà-vu, peraltro prevedibile quindi assai noiosetto, e banalità di vario genere. L’unica cosa che ci ha fatto sopravvivere è stata la consapevolezza che fossimo alle battute finali, quindi il disappunto è stato molto nello scoprire che invece la porta non sia stata chiusa per bene.

Peccato, se tutti si fossero fermati al primo round, sarebbero entrati di diritto nella storia della commedia americana, così hanno svilito la loro stessa creazione. Ne sarà valsa la pena?

Film da segnalare soprattutto al pubblico che si è perso i precedenti episodi o alle nuove leve: questi ragazzi vanno davvero oltre e se non siete abiurati alle loro stranezze, vi divertirete! ☺

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