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[Recensione film] Anarchia: la notte del giudizio

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Futuro post apocalittico, distopico, molto vicino al nostro. Il mondo non è cambiato se non fosse per quella notte di primavera che cadenza, regolarmente, un nuovo inizio. Il 22 marzo, ogni anno, il rituale non si evita, anzi… forse, alcuni, con ansia, attendono le 12 ore della “purificazione”. “Anarchia: la notte del giudizio” è il tanto atteso sequel del film “The Purge” che lo scorso anno ha intrattenuto e incuriosito un vasto pubblico trasformandosi nell’horror-rivelazione della stagione.

Nonostante non fosse perfetto e nonostante – personalmente – non ami gli horror a lieto fine o, se preferite, in cui la chiusura non sia prevedibilmente a sfavore di tutti i protagonisti, ammetto di essere entrata in sala con le migliori intenzioni e con la speranza di vedere un film più strutturato del primo episodio. E così è stato.

Volti noti in primo piano nella battaglia per la sopravvivenza, una sceneggiatura che mostra una nuova avventura e, questa volta, non claustrofobia, all’interno delle mura domestiche, bensì open air, per quelle strade in cui è meglio non trovarsi prima dell’alba del 23 marzo. Ennesima lotta per i salvare sé e i propri cari questa volta però con un ventaglio di nemici, in agguato dietro ogni angolo, che, nonostante esigenze e motivazioni diverse, hanno il medesimo scopo: uccidere.

Una scena del film © Universal Pictures
Una scena del film © Universal Pictures

Oggi seguiamo una coppia in crisi che non riesce a rientrare a casa; una madre e una giovane figlia che vengono trascinate in strada da un gruppo di simil-commandos; e un vendicatore solitario. I cinque si incontrano, uniscono le forze e cercano di sopravvivere durante quella notte in cui accadrà loro di tutto. Agguati in luoghi in cui non dovrebbero accadere, nemici che non dovrebbero esistere, angeli custodi impensabili, tanti eventi si susseguono in un film che ha ceduto alle regole del grande pubblico.

Non più un horror nelle immagini, ma solo nel messaggio: “Anarchia: la notte del giudizio” è un action-thriller con un po’ di sangue e un uso copioso di bossoli, pugni e calci; una apocalisse ricca di drammi umani in cui tutti sono piccoli-grandi eroi; una vendetta che rende un uomo qualunque un vero prode. Siamo difronte a un’opera che trabocca eroismo e che ci regala un protagonista che potremmo rivedere in futuro, un uomo che farà la differenza. E questa novità potrebbe essere la chiave del suo successo oppure la sua condanna… al pubblico l’ardua sentenza.

Una scena del film © Universal Pictures
Una scena del film © Universal Pictures

Gli amanti dei film dell’orrore potrebbero storcere il naso, ma coloro che cercano intrattenimento ad alto voltaggio giubileranno. La pellicola è il classico caso in cui tutti vincono: divertimento in sala a volontà e la trama del terzo capitolo probabilmente già sulla scrivania di qualcuno. L’idea di base però rimane bella, la confezione è scintillante e, anche se “The Purge 2/ Anarchia” si dovesse dimenticare poco dopo la visione, sono sicura che correremo tutti di nuovo in sala domani come ieri. Perché alla fine, che l’uomo della strada faccia la differenza, che principi come onore, libertà e mutuo soccorso sopravvivano, sono elementi sufficienti per trascorrere una bella serata e per illuderci che un giorno potrebbe accadere non solo su grande schermo.:)

Vissia Menza

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Comment(3)

  • gianni
    07/24/2014 at 15:43

    Io oggi ho intenzione di visionare questo film l’ unico problema , è se lo fanno visionare anche ai minori di 14 anni. Qualcuno può darmi una risposta ??? Grazie

  • V.
    07/24/2014 at 15:57

    Caro Gianni,
    la locandina non mi pare riporti limiti.
    Certo è che il tema trattato e le scene appartengono al genere horror/thriller…
    Hai provato a sentire direttamente il cinema in cui pensavi di andare?

  • Roberto
    07/26/2014 at 03:08

    Io l ho appena visto, pensavo fosse chissá che cosa, ma sono rimasto abbastanza deluso.. -_-

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