La recensione di Starry Eyes, il film horror con Alex Essoe in home video dal 12 luglio 2018.

la cover del DVD del film Starry Eyes

la cover del DVD del film Starry Eyes

Anno 2014: mentre i cinema celebravano l’ennesimo capolavoro di David Cronenberg, Maps To The Stars, che svelava con perversa perizia i lati oscuri della corsa al successo dalle parti di Hollywood, i festival di paura (tra cui Sitges) notavano Starry Eyes, ridotti mezzi e ambizioni, tematica simile e garantito riferimento ai connotati orrorifici del maestro canadese.

Gli “occhi stellati”, espressione che indica ingenuità e purezza, sono quelli della protagonista Sarah (la bellissima Alex Essoe), aspirante attrice squattrinata, alla disperata ricerca del primo ruolo cinematografico; casca al momento giusto l’annuncio per un misterioso horror dal titolo “The Silver Scream”, e poco importa se la casa di produzione è oscura e nebulosa come le bizzarre richieste in sede di provino, Sarah molla tutto e fa all-in sulle luci di Hollywood. Che cedono progressivamente alle ombre dell’accecante desiderio di fama e successo, debolezza autodistruttiva ma non solo: dietro al film si nascondono infatti piani insondabili ed una maligna congrega.

Al contrario di alcune famose riviste di settore, non giudico un film secondo il coefficiente quantitativo/qualitativo femminile presente, è però complicato glissare sulla presenza e il fascino di Alex Essoe: l’attrice è una seduzione ambulante e terrificante, che mantiene un fascino angosciante e ineludibile anche durante le numerose metamorfosi fisiche e mentali che la trama le impone.
Complici gli ottimi effetti visivi “marcescenti”, il crollo di Sarah in nome del sogno artistico è un pugno nello stomaco. Precipitando nelle proprie ambizioni, muore e rinasce. Ma perde tutto il resto.

I giovani registi Kevin Kolsch e Dennis Widmyer studiano Cronenberg e anticipano di due anni il Neon Demon di Refn: nella loro inesperienza però paradossalmente, si annida qualche eccesso che la maturità avrebbe potuto sacrificare.
Così, soprattutto nella seconda parte del film, il delirio allucinato e visionario di Starry Eyes ha carta bianca per esagerare, stomacare e disorientare appieno.

Alex Essoe in una scena del film Starry Eyes - Photo: courtesy of Midnight Factory

Alex Essoe in una scena del film Starry Eyes – Photo: courtesy of Midnight Factory

Non è un’esagerazione definirlo un piccolo ma significativo spasmo del defunto body horror (un altro è il recente The Void), fatto tanto di sequenze oniriche e paranoidi quanto di sangue a secchi, così come di inquietanti profezie Weinsteiniane.
Le domande aleggianti e le risposte centellinate completano il quadro charmant, il focus resta impietosamente sul dramma psico-fisico della protagonista, il male che accade dietro alle tende scure deve rimanere lì, feroce e mimetizzato, in attesa della prossima vittima innocente e desiderosa, e dunque tremendamente vulnerabile.

Vi siete convinti a farvi invischiare e ammaliare da Starry Eyes? Ebbene, arriva questo mese in dvd e bluray Midnight Factory, affiancato da un’ottima dose di contributi aggiuntivi.
Quello più curioso e in un certo senso beffardo è la clip con i veri provini di Alex Essoe, mentre una breve clip illustra la creazione delle pregevoli musiche di Jonathan Snipes, che avrebbero sicuramente meritato più “footage”.
A chiudere, trailer, galleria fotografica e una manciata di scene tagliate.

Voto: 8/10

Luca Zanovello

Alex Essoe in una scena del film Starry Eyes - Photo: courtesy of Midnight Factory

Alex Essoe in una scena del film Starry Eyes – Photo: courtesy of Midnight Factory

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