Recensione di The Sisters Brothers, il nuovo film di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal da questo autunno al cinema. 

Joaquin Phoenix in una scena del film The Sister Brothers - Photo credits Shanna Brsson

Joaquin Phoenix in una scena del film The Sister Brothers © Shanna Brsson

Dopo The Ballad of Buster Scruggs nessuno avrebbe mai pensato a un western capace di contendere lo scettro ai Coen, eppure… Jacques Audiard con un film che, a detta dello stesso regista, è più un «romanzo di formazione» che un western, ecco che forse ci riesce. Con un ritmo in crescendo che è quasi agli antipodi di quello dei Coen, Audiard dà origine a un lungometraggio brillante, simpatico, capace di intrattenere anche i meno fanatici del genere. I dubbi d’esordio circa un’apertura troppo cupa e gratuitamente violenta si sciolgono alla fine in una marea d’applausi. Ma di cosa parla The Sisters Brothers?

Il film, riadattato dall’omonimo romanzo di Patrick deWitt (In Italia Arrivano i Sisters), parla delle picaresche avventure di un gruppo di quattro uomini: i due fratelli Eli & Charlie Sisters, sicari di professione al servizio di un misterioso e potente signor Commodore, e i due cercatori d’oro, nonchè loro obiettivo, Hermann Kermit Warm e Mr. Morris. Rispettivamente interpretati da John C. Reilly, Joaquin Phoenix, e dalla coppia che già face grande Lo Sciacallo, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed, i quattro personaggi finiranno per unire le loro sorti tra le montagne di un’America segnata dalla corsa all’oro. Tra inseguimenti, fughe e catture, l’originale antagonismo delle parti finirà infatti per ricomporsi in un quadrato dominato dall’affetto e collaborazione reciproca.

Joaquin Phoenix e John C. Reilly in una scena del film The Sister Brothers_Photo Magali Bragard

Joaquin Phoenix e John C. Reilly in una scena del film The Sister Brothers © Magali Bragard

Sebbene l’ambientazione sia quella del lontano far west, sia lo stesso Audiard che il compositore della colonna sonora, Alexandre Desplat, ci tengono a precisare che però non è questo un film propriamente di genere. Il western non è nemmeno troppo amato né conosciuto dal regista: non c’è Sergio Leone fra i modelli, non c’è la musica di Ennio Morricone; c’è piuttosto certo western anni ’70 rivisto in chiave più contemporanea (si veda Missouri Breacks). The Sisters Brothers è quindi più «una fiaba, la storia di un ritorno a casa». Eli & Charlie Sisters sono, sì, una feroce coppia di fratelli, ma sono ancora profondamente due bambinoni, «due dodicenni», tormentati da alcune faccende familiari rimaste in sospeso (un lutto paterno) e costantemente costretti a fare i conti con le proprie scelte di vita – specialmente Eli, il maggiore, a cui tocca quasi fare da balia al fratello.

Molto abile nel rendere il profilo psicologico proprio del maggiore, ora cullato da sentimenti nostalgici verso una donna (e un cavallo), ora animato da progetti di riscatto per il futuro, Audiard si mostra però incapace di rendere adeguatamente quello di tutti gli altri personaggi, in particolare del signor Morris. Schiacciato sotto la recitazione mono-tono di Ahmed, il signor Morris rimane un personaggio piatto, ineffabile. Allo stesso modo, anche il potenziale di Jake Gyllenhaal risulta molto sacrificato. Peccato. Tuttavia, la complicità fra i due fratelli, l’umorismo da black comedy, alcune simpatiche trovate in merito a uno scialle e uno spazzolino son quanto basta a dare spirito e carattere all’azione, cosicchè arriviamo ai titoli di coda divertiti, soddisfatti, con un mezzo sorriso disegnato sulle labbra. A brevissimo aggiornamenti in merito alla data dell’uscita!

Alessandra del Forno

n.d.r. Come da tradizione di MaSeDomani, potete leggere tutti i nostri articoli su Venezia 75 con un semplice clic qui

THE SISTERS BROTHERS | Official Trailer

 

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