Anche questa volta vi porto a teatro, ma per un evento davvero speciale: il Premio Wondy!

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La locandina del Premio Wondy 2019

Non si tratta di un musical o di una commedia, come sono solita raccontarvi, ma qualcosa che tocca le corde del cuore, fa vibrare l’anima e la riempie di emozioni.

Si tratta del Premio Wondy, giunta alla sua seconda edizione, la cui serata si è svolta al Manzoni di Milano lunedì 18 marzo.

Il titolo completo della manifestazione è PREMIO WONDY DI LETTERATURA RESILIENTE – SECONDA EDIZIONE perché è dedicato alla giornalista scomparsa nel 2016, Francesca Del Rosso. Autrice del libro “Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro” (Rizzoli, 2014), nota per la sua lotta contro la malattia, grazie anche ad un blog in cui raccontava con ironia tutta la sua determinazione a resistere.  Pertanto, il marito di Francesca, Alessandro Milan, giornalista di Radio 24, ha istituito, con Francesca Ravelli e Alessandra Tedesco,  l’associazione che porta il nome di Wondy sono io.

Lo scopo è quello di organizzare eventi per sensibilizzare la capacità di ciascuno di trasformare le difficoltà della propria vita, in opportunità. Wondy sono io promuove concorsi e iniziative come la mostra itinerante che è partita da Milano, nel maggio 2017, facendo tappe in diverse località italiane e, per quest’anno, si conclusa a Bergamo il 17 marzo, con le foto della giornalista e della sua resilienza.

Alessandro Milan e Alessandra Tedesco dell'associazione "Wondy sono io” - Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Alessandro Milan e Alessandra Tedesco dell’associazione “Wondy sono io” – Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

A teatro, invece, la serata di lunedì 18 marzo, organizzata da Wondy sono io e Vanity Fair, premiava i sei autori finalisti del premio letterario resiliente: un concorso che ha visto noti romanzi in gara, il cui tema era la capacità di far fronte alle difficoltà della vita.

I sei classificati sono stati presentati dal duo comico Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu che hanno introdotto artisti del piccolo e grande schermo, per la lettura di brani tratti dai romanzi in gara.

Così Francesca Cavallin ha aperto le danze, leggendo  Una donna può tutto di Ritanna Armeni. Sul palco poi Alessio Boni, Matilde Gioli, Valentina Lodovini, Vinicio Marchioni e il regista e sceneggiatore Paolo Veronese hanno letto i brani tratti dai testi finalisti: Resto qui di Marco Balzano, La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani, Le stanze dell’addio di Yari Selvetella, La casa degli sguardi di Daniele Mencarelli, Le assaggiatrici di Rosella Postorino.

Gli attori che hanno letto i brani dei romanzi finalisti con i conduttori Luca e Paolo - Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Gli attori che hanno letto i brani dei romanzi finalisti con i conduttori Luca e Paolo – Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Il premio Wondy alla letteratura resiliente è stato vinto da Rosella Postorino.

Il suo romanzo racconta la storia Rosa Sauer, ispirata ad una vicenda vera, quella della donna, selezionata con altre nove. “Le assaggiatrici” appunto, scelta per provare i cibi prima che venissero portati a Hitler. La fame e la paura si mischiano all’orrore della guerra e al desiderio di sopravvivere, di rimanere attaccate alla vita. Un libro, questo, che si è già fatto notare per la scrittura fluida e asciutta e per una storia profonda e toccante.

La giuria, presieduta da Mario Calabresi, giornalista e scrittore era composta da altrettanti nomi noti. Diamante D’Alessio, giornalista; Luca Dini, direttore editoriale Condé Nast Italia; Chiara Fenoglio, critica letteraria e insegnante. E, ancora, Selvaggia Lucarelli, opinionista e scrittrice; Michela Marzano, filosofa e scrittrice; Marco Missiroli, scrittore; ed Emanuele Nenna, amministratore delegato e co-fondatore dell’agenzia “The Big Now”. Poi, Alessandra Sarchi, scrittrice; Gianni Turchetta, professore ordinario di letteratura italiana contemporanea all’Università Statale di Milano; e Andrea Vitali, scrittore. Insieme, oltre alla vincitrice, la giuria ha decretato anche un secondo premio, tenendo conto dei voti popolari espressi su Facebook. Lo ha ricevuto Ritanna Armeni per il suo romanzo Una donna può tutto, storie delle “Streghe”, donne pilota sovietiche nella Seconda Guerra Mondiale contro Hitler.

Alessio Boni tra Luca e Paolo durante la serata al Manzoni - Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Alessio Boni tra Luca e Paolo durante la serata – Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Molti gli intrattenimenti nel corso della serata.

Da Andrea Bocelli, accompagnato al pianoforte, che ha voluto esserci nonostante un calo della voce, come lui stesso ha dichiarato. Per sottolineare l’importanza della resilienza nella vita e per l’affetto verso la giornalista scomparsa e l’amicizia con Alessandro Milan. In questa occasione, il cantante ha ricordato la ABFoundation, la sua associazione che si occupa di aiuti umanitari. In particolare, opera ad Haiti e ha sensibilizzato il pubblico a sostenere i progetti a favore di chi è in difficoltà perché “il silenzio cresce come un cancro”, ha detto l’artista.

Il silenzio è stato cantato anche dalla rivelazione sanremese Mahmood che ha reinterpretato The sound of silence di Simon & Garfunkel, dimostrando di essere un artista intenso e sensibile. E per finire, il ballerino Ahmad Joudeh: cresciuto nel campo profughi Yarmouk, in Siria. Il giovane non ha mai rinunciato alla danza, nonostante le minacce di morte dell’Isis e l’indignazione del padre, che ha tentato di tutto per di farlo smettere. Oggi vive in Olanda, ha di nuovo un buon rapporto con la sua famiglia ed è uno dei ballerini più noti – anche grazie alla sua storia, raccontata nel libro Danza o muori.

Premio Wondy, gli occhi disegnati di Francesca Del Rosso e il cantante Mahmood - Photo: Sarah Pellizzari RaboliniGli occhi disegnati di Francesca Del Rosso e il cantante Mahmood - Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Gli occhi disegnati di Francesca Del Rosso e il cantante Mahmood – Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Infine, la serata ha dedicato uno spazio a Silvia Romano, la volontaria milanese rapita in Kenya, di cui non si sa più nulla da mesi, sperando che possa stare bene ed essere rilasciata prestissimo.

Chiunque può sostenere l’associazione in qualunque momento dell’anno. Sul sito ci sono tutte le informazioni, i progetti e le prossime iniziative.

Tutti gli artisti presenti alla serata sono intervenuti a titolo gratuito, dimostrando amicizia e attenzione per i temi della solidarietà e della resilienza. Quella forza che ci fa aggrappare con le unghie e coi denti alla vita e la rende migliore, la trasforma, anche nella sofferenza più estrema.

Sono grata di aver partecipato al Premio Wondy e felice di raccontarvelo in questo articolo, sperando che la memoria di Francesca Del Rosso, che continua a scaldare i cuori, sia da esempio per tutti.

Sarah Pellizzari Rabolini

Sarah e Laura al Manzoni per il Premio Wondy - Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

Sarah e Laura al Teatro Manzoni – Photo: Sarah Pellizzari Rabolini

 

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