Il Cartone di Raffaello dal 27 marzo 2019 è tornato ad ammaliare il pubblico in Pinacoteca Ambrosiana!

Il nuovo allestimento della Sala V in Pinacoteca Ambrosiana - Foto: Stefano Boeri Architetti (c) Paolo Rosselli

Il nuovo allestimento della Sala del Cartone di Raffaello – Foto: Stefano Boeri Architetti © Paolo Rosselli

Milano e la sua rinascita culturale. Le sue sfide, i suoi record, le sue iniziative sono sulla bocca di tutti. In pochi anni ha rivoluzionato le Week e coordinato le mostre dei musei cittadini. Nel 2019 il trend si consolida. E con tale spirito oggi vi portiamo in Pinacoteca Ambrosiana, nel cuore del capoluogo lombardo, per un evento espositivo speciale:

il Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio è tornato visibile dopo un restauro durato quattro lunghi anni.

Tutto era nato per Expo 2015. L’idea di un restauro di qualche mese, per ridonare splendore alla preziosa opera, era stata accarezzata in prospettiva del grande evento che avrebbe attirato in città molti visitatori. Ma, si sa, le storie che giungono da lontano sono ricche di colpi di scena. Qui la sorpresa è che un intervento ben fatto avrebbe avuto bisogno di più tempo e, neanche a dirlo, di molto denaro. Ecco allora che la dea bendata ha giocato un ruolo decisivo trovando un mecenate e i lavori hanno preso il via.

È stata un’operazione che ha richiesto pazienza, attenzione e dedizione, tesa a preservare l’integrità di un disegno gigantesco (misura cm 804 x 285, è il più grande cartone rinascimentale arrivato a noi!), mosso più volte (e non sempre adottando i migliori accorgimenti), che aveva preso l’acqua e alla fine era stato pure attaccato dai funghi. Un impegno atto a salvare l’importante restauro parigino datato 1798 c.a. che, seppur coi limiti degli strumenti e i materiali disponibili all’epoca, è stato probabilmente il motivo per cui ancora ai giorni nostri possiamo ammirare cotanta bellezza.

Raffaello Sanzio, Cartone (c) Veneranda Biblioteca Ambrosiana

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene, il cartone intero, in Ambrosiana dal 1610
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Mondadori Portfolio

Facciamo un passo indietro: la nascita del Cartone di Raffaello

Corre l’anno 1508, il giovane urbinate giunge a Roma, chiamato dal Papa Giulio II°, per affrescare La Scuola di Atene nella Stanza della Segnatura in Vaticano. Insieme a lui ci sono i grandi maestri. Sa di doversi confrontare con Michelangelo. Sa che le mani più abili sono nella Città Eterna occupate a dare vita a qualcosa di grandioso e unico.

Il suo compito è di raffigurare Platone ed Aristotele attorniati dai saggi dell’antichità greca (non a caso il titolo corretto dell’opera è La Filosofia), con architetture romane tardo imperiali sullo sfondo (anche se queste ultime nel disegno mancano). Lo fa preparandosi su un cartone a grandezza 1:1, senza sapere che quel capolavoro valicherà frontiere e attraverserà i secoli. Solamente 100 anni più tardi, infatti, è oggetto del desiderio del Cardinale Federico Borromeo che lo ottiene in prestito dal Conte Fabio II° Visconti di Brebbia sino al 1626, quanto riesce ad acquistarlo per una somma a dir poco esorbitante.

La sua avventura però è solo agli inizi. A fine Settecento è requisito da Napoleone che lo trasferisce a Parigi dove, fortunatamente, approda al Louvre e viene restaurato. Non trascorre molto tempo prima di un nuovo viaggio. Perché dopo Waterloo, nel 1815, grazie a Canova rientra in Italia e dal 1837 viene esposto in Ambrosiana. Nemmeno un secolo di quiete e sopraggiungono i due conflitti mondiali che impongono l’ennesimo spostamento, nel caveau della banca Cariplo. Si devono attendere gli anni Cinquanta per rivederlo nella sua vecchia sede. A questo punto, non è difficile immaginare che tanti movimenti e passaggi di mano abbiano fatto da accelerante al degrado.  

Raffaello Sanzio Scuola di Atene Affresco Stanza della Segnatura in Vaticano © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – Direzione dei Musei Vaticani, tutti i diritti riservati

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene, Affresco Stanza della Segnatura in Vaticano
© Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – Direzione dei Musei Vaticani, tutti i diritti riservati

Il Restauro e il Nuovo Allestimento

Una volta staccato dal telaio, il Cartone è stato posto su un piano per le sei delicate fasi di pulitura e restauro – rimozione della tela precedente e dei secolari residui di colla, in primis. Parallelamente, sono avvenute le ricerche di un supporto idoneo, stante il peso ed i movimenti strutturali del pavimento; di un modo per monitorare le future variazioni di colore causate dalla luce; e di come mantenere costanti temperatura e umidità. Giunti alla fine lo si è riposizionato in verticale, in una teca. E su questo punto lo studio Stefano Boeri Architetti, che ha curato l’allestimento, ha sicuramente aneddoti da raccontare, tra pareti tagliate, lastre di vetro uniche e lunghissime, fessure nella facciata laterale della Pinacoteca e corse inattese.

Oggi la Sala V ospita unicamente questa meraviglia affinché nulla ci distragga. C’è semplicemente un tavolo con una serie di documenti consultabili, sulla storia del capolavoro di Raffaello e sulla sua relazione con l’affresco ospitato nella Sala dei Musei Vaticani. All’esterno, invece, una semi parete rende ancor più spettacolare e solenne l’ingresso.

Il nuovo allestimento della Sala V in Pinacoteca Ambrosiana - Foto: Stefano Boeri Architetti (c) Paolo Rosselli

Il nuovo allestimento della Sala del Cartone – Foto: Stefano Boeri Architetti © Paolo Rosselli

I Protagonisti

E varcata la fatidica soglia, la domanda è solo una: chi siano quei soggetti che troneggiano sui 210 fogli di Carta Reale uniti con passione e dovizia. Come accennato sopra, i protagonisti principali sono Platone (in centro, con la mano destra che indica in alto) e Aristotele, con il palmo questa volta rivolto verso il basso. Ai loro piedi, c’è il solitario Diogene il Cinico. Attorno, i grandi pensatori del mondo antico. Tra cui, nel consesso di filosofi sulla destra, il fondatore dell’astronomia Zoroastro (l’uomo con la barba che regge il globo celeste) intento a parlare con Tolomeo (la persona di spalle con una corona); poco distante Euclide col suo fedele compasso; e, a sinistra, Pitagora rapito dalla scrittura, con tre ragazzi che simboleggiano le tre età nelle quali si deve insegnare la matematica ai giovani. Vi è pure Socrate, distinguibile per le sue fattezze (v. foto in chiusura).

Spiccano, poi, le somiglianze coi maestri dell’arte. Platone ricorda Leonardo, mentre Euclide sembra Bramante. E sappiamo che nell’affresco in Vaticano, il viso di Eraclito assomiglia a quello di Michelangelo e l’autoritratto di Raffaello, insieme al collega Sodoma (o forse era Perugino), si trova a destra di Zoroastro.

Scuola di Atene, particolari del cartone (c) Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Mondadori Portfolio

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (particolari del cartone: Platone e Aristotele), in Ambrosiana dal 1610
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Mondadori Portfolio

Figure ed Emozioni

A catturarci e conquistarci sono però le dimensioni, la tridimensionalità delle figure (non dimentichiamo l’anno in cui sono state disegnate) e quegli sguardi intensi. I muscoli delle gambe in tensione, le dita alzate nella concitazione di una conversazione, i nasi e i piedi. Tutto nella rappresentazione ci aiuta a sentire parole e sussulti. Sono le vibrazioni tipiche della vita. La discussione incombe, le menti sono assorte e noi lo percepiamo. Poco importa che tutto sia in bianco e nero, che il tratto a matita sia corretto con graffi e che il tempo abbia lasciato il segno. Il Cartone parla, si muove, ci avvolge e travolge in quel mondo ricolmo di dialoghi dotti, che ahinoi mai udiremo.

Questa è la bellezza dell’arte, di quella maestosa, irraggiungibile, eterna. La Scuola di Atene difronte a noi è da Sindrome di Stendhal. Ogni dettaglio preme per emergere, per farsi scrutare e ricordare per sempre. Un compasso, un calzare, un panneggio finanche il volto di un anziano (tagliato dalla noncuranza dei posteri), uno dopo l’altro ci chiamano e noi non possiamo che assecondarli e sperare che i nostri occhi, e la nostra mente, ci aiutino a preservare a lungo tante emozioni.

Vissia Menza

Raffaello, Scuola di Atene (particolare: Socrate) in Ambrosiana dal 1610 (c) Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Mondadori Portfolio

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (particolare: Socrate)
in Ambrosiana dal 1610
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Mondadori Portfolio

INFORMAZIONI UTILI
Il Raffaello dell’Ambrosiana In principio il Cartone
Dal 27 marzo 2019

Pinacoteca Ambrosiana, piazza Pio XI, 2 – Milano
Orari: da martedì̀ a domenica 10 – 18
Chiuso: il lunedì, il 25 Dicembre, 1 Gennaio, il giorno di Pasqua
Aperture straordinarie: lunedì dell’Angelo (Pasquetta)
Mappe e approfondimenti sul sito webwww.raffaelloambrosiana.it
Catalogo: Electa

 

sala del cartone di raffaello

 

Si ringrazia l’ufficio stampa

 

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