Alla scoperta di Piero Guccione La pittura come il mare, la mostra al Museo d’arte di Mendrisio (Svizzera) dal 7 aprile al 30 giugno 2019.

Piero Guccione, Mare a Punta Corvo,1995-2000 - Photo: Museo d’arte Mendrisio

Mare a Punta Corvo, 1995-2000
olio su tela, 86 x 113 cm – Collezione privata

Amava la sua terra e un giorno decise che dalla Roma modaiola doveva tornare a Scicli (Ragusa) e dipingere, dipingere il mare. Il mare che lo emozionava, che si tramuterà quasi in un’ossessione, e che sarà il suo compagno di vita sino agli ultimi giorni. Piero Guccione, classe 1935, siciliano di nascita, è stato uno dei maggiori esponenti della pittura italiana del secondo Novecento. Ha operato in un ambiente stimolante, era apprezzato da letterati e critici di fama internazionale, e della sua arte ha vissuto sino a sei mesi fa quando, all’età di 83 anni, si è spento nella sua casa di Quartarella (Modica).

Il 7 aprile, al Museo d’arte di Mendrisio (Svizzera), è stata inaugurata la prima retrospettiva post mortem dedicata ai suoi quadri. L’esposizione focalizza sulle opere mature, circa una sessantina, nate dopo l’anno che ha fatto da spartiacque: il 1979, quando l’artista lasciò la capitale per tornare nella sua isola. È li che, ogni mattina, passeggiava e osservava il mare, si ritirava nel suo studio e riviveva sé stesso nelle vedute che ritraeva.

Mostra Piero Guccione a Mendrisio, allestimento - Photo: MaSeDomani

L’allestimento della mostra al Museo d’arte Mendrisio – In centro: La lontananza del Mare (1994-1995) – Photo: MaSeDomani

Come disse Alberto Moravia, “Guccione non dipinge ciò che vede ma ciò che vuole vedere.”

In effetti, il pittore si è sempre tenuto agli antipodi dei suoi contemporanei e, sebbene la luce (tipicamente siciliana) sia simile a quella degli Impressionisti, la sua interpretazione è rimasta lontana anche da quel mondo. I suoi lavori riportano le immagini e sensazioni delle lunghe camminate, non sono la trasposizione su tela di quanto ha davanti agli occhi o la riproduzione di una foto. Sono il frutto di una rielaborazione e interiorizzazione della natura mutevole.

Nelle sale, al primo piano del museo ticinese, si possono quindi ammirare una nutrita selezione di oli e pastelli, anche di grande formato, in arrivo da collezioni private e da fondazioni. Sono scorci profondi, in cui l’orizzonte appare lontano e ci illudiamo di sentire la salsedine nell’aria. Un mare calmo, anzi calmissimo, che si fonde col cielo e mai angoscia. Per alcuni le atmosfere ricorderebbero talvolta Leopardi o Montale eppure la solitudine rimane distante.

Piero Gruccione, Il nero e l’azzurro, 2003 - Ph: Museo d’arte Mendrisio

Il nero e l’azzurro, 2003
olio su tela, 150 x 276 cm – Senato della Repubblica Italiana

Alla mattina mi sveglio, guardo i carrubi, i muretti, la luce e la mia giornata è fatta.
Vado a dipingere, ho in mente una luce. (Piero Guccione, 1995)

Se nei pastelli si avverte un velo di drammaticità, negli oli a spiccare è la tranquillità. Le (tante) emozioni che si provano sono assai differenti da quelle che ci procuravano le opere di Max Beckman, altra grande voce solitaria del Novecento, che ha preceduto Guccione negli spazi museali. La pittura esigente, difronte a noi oggi, è intenta a catturare le vibrazioni, e le variazioni, di quell’immenso specchio d’acqua. Non è astratta, non è figurativa, ha un equilibrio tutto suo e ha una forza in grado di conquistare il visitatore.

Non stupisce pertanto scoprire di essere in ottima compagnia. Molte sono infatti le voci autorevoli della critica e della letteratura che hanno costantemente sostenuto ed elogiato la sua arte. Le presentazioni, i saggi, le interviste e gli attestati di stima, per esempio, di Giovanni Testori (che equipara i pastelli di Guccione alla dolce musica di Debussy), Jean Clair (autore del testo che apre il catalogo) e Vittorio Sgarbi (che lo definisce “il guardiano del faro che presidia la civiltà, osservando l’ultimo orizzonte, misurando il suo e il nostro destino con l’infinità del mare”). E, ancora, quelli di Leonardo Sciascia, Renato Guttuso, Dino Buzzati e Susan Sontag, sono esposti, insieme ad alcuni scatti e volumi d’epoca, nella sala documentaria proprio all’inizio del percorso espositivo.

L’allestimento della mostra su Piero Guccione al Museo d’arte Mendrisio Photo: MaSeDomani

L’allestimento della mostra al Museo d’arte Mendrisio – Nella teca: ricordi legati ad Alberto Moravia – Photo: MaSeDomani

Quello che vi attende a Mendrisio in questi mesi, in sintesi, è un viaggio che da domani vi farà guardare il mare, il cielo e l’azzurro in modo differente.

Vissia Menza

INFORMAZIONI UTILI
Piero Guccione. La pittura come il mare
7 aprile – 30 giugno 2019 

Indirizzo: Piazzetta dei Serviti 1, Mendrisio (Svizzera)
Orari: ma-ve 10-12 e 14-17 | sa-do-festivi 10-18
Mappe, prezzi, agenda e visite guidate sul sito: museo.mendrisio.ch

 

L’allestimento della mostra al Museo d’arte Mendrisio - Sulla parete una selezione di pastelli - Photo: MaSeDomani

L’allestimento della mostra al Museo d’arte Mendrisio – Sulla parete una selezione di pastelli – Photo: MaSeDomani

 

Si ringrazia l’ufficio stampa 

 

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