Recensione di Yokogao – A Girl Missing, il film di Kôji Fukadi in Concorso Internazionale a Locarno 72. 

Ichiko lavora come infermiera a casa di una famiglia per la quale è diventata molto di più: amica, confidente, parte integrante.
Quando la più piccola di casa viene rapita, e i media rivelano che il colpevole è il giovane nipote di Ichiko, per la donna si apre un baratro di colpa e di angoscia. E la sinistra prospettiva di tenere la famiglia all’oscuro del legame.

Una scena del film Yokogao - A girl missing. Photo © 2019 YOKOGAO FILM PARTNERS & COMME DES CINEMAS

La protagonista del film. Photo © 2019 YOKOGAO FILM PARTNERS & COMME DES CINEMAS

In Concorso Internazionale a Locarno72, Yokogao – A Girl Missing cerca di esplorare, con l’incedere sommesso del miglior dramma giapponese, le conseguenze personali e relazionali di un segreto ingombrante.
A dirigerlo è Kôji Fukada (che nel 2016 con Harmonium vinse l’Un Certain Regard di Cannes), ad interpretarlo l’ipnotica Mariko Tsutsui, prediletta attrice di Sion Sono.

Yokogao – A Girl Missing è più di una storia di coscienza e di progressivo sgretolamento. Fukada dissemina attorno alla questione centrale del film una serie di micro interazioni costellate di indizi e sospetti. Complessi da decifrare ma – o forse proprio per questo – seducenti. Le conseguenze sono l’atmosfera rigida e l’imperscrutabile figura morale (e non) della protagonista. Col titolo originale, letteralmente “profilo laterale”, ad indicarci la mutabilità prospettica del tutto.
E anche senza scervellarsi o farsi gli schemini, anche senza che il rapimento in sè rubi tempo e immagini, il dilemma, l’afflizione e l’autoflagellazione di Yokogao soddisfano.

Voto: 6,5/10

Luca Zanovello 

ndr. Nel nostro diario trovate le altre recensioni da #Locarno72

Una scena del film. Photo © 2019 YOKOGAO FILM PARTNERS & COMME DES CINEMAS

Una scena del film. Photo © 2019 YOKOGAO FILM PARTNERS & COMME DES CINEMAS

 

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