Recensione di Malcom & Marie, il film di Sam Levinson in streaming su Netflix dal 5 febbraio 2021.

Malcolm and Marie poster iIT

La locandina italiana del film Malcom & Marie.

SCHEDA DEL FILM

REGIA: Sam Levinson
CAST: Zendaya, John David Washington
DURATA: 106 min.
PIATTAFORMA: Netflix
DATA USCITA: 5 febbraio 2021


RECENSIONE

Malcolm, giovane regista, è reduce dalla première della sua prima pellicola. La serata è stata un grande successo, e Malcom vuole festeggiare con la sua fidanzata Marie. Arrivati a casa, però, non tutto va come previsto e i due iniziano un feroce litigio senza tregua.

John David Washington e Zendaya in una scena del film Malcom and Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

John David Washington e Zendaya in una scena del film Malcom & Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021.

Sam Levinson, a due anni da Assassination Nation, firma il suo terzo lungometraggio, che a prima vista può sembrare estremamente diverso dal suo ultimo lavoro, ma in realtà ha tantissimi aspetti in comune. Perché Malcom & Marie non è certo un film d’amore, ma se mai un film di guerra.

Una elegantissima casa a Malibù, l’autore e la protagonista di Euphoria (Zendaya), John David Washington: questi gli ingredienti dell’ennesimo film frutto del 2020, uscito direttamente su Netflix senza passare dalla sala cinematografica.

Il pretesto della trama è un mancato ringraziamento, ma da qui si dipana un conflitto su una ferita molto più profonda: Marie, giovane ex tossicodipendente, si sente derubata della sua vita e della sua sofferenza, poiché Malcom l’ha messa in scena senza neanche chiederle il permesso ma soprattutto senza dimostrarle un briciolo di riconoscenza. Da qui nasce un confronto spietato fra il narcisismo e la sconfinata ambizione di lui, e il rancore di lei.

Zendaya in una scena del film Malcom & Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

Zendaya in una scena del film Malcom & Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021.

Il film è una grande lezione di sceneggiatura a livello di dialoghi, che sono perfettamente incastonati nella struttura del beat e non risultano mai ridondanti: ad ogni azione verbale corrisponde una reazione ogni volta più pesante, profonda e personale, in un climax che non lascia tregua né a uno né all’altra.

Non è scontato definire chi sia la vittima e chi il carnefice: ma dopotutto sarebbe possibile classificare due amanti (o due rivali) in queste banali etichette? Si sa che nelle passioni più travolgenti il confine fra amore e odio è estremamente labile.

Nonostante questo però, sarà naturale sedersi fra gli spalti di Marie fin dai primissimi minuti. È infatti Marie quella disposta a passare oltre, ma a una condizione: che Malcom riconosca che senza di lei il film che il pubblico ha tanto acclamato non sarebbe mai esistito. Così come è proprio Marie a mettersi “comoda”: lei è a suo agio, non ha niente da nascondere. La vediamo mentre si strucca, si toglie gli orpelli, le ciglia finte e l’abito da sera, spogliandosi di ogni maschera e rimanendo in maglietta e mutande. Malcom, invece, non si toglie neanche le scarpe. Rimane sulla difensiva, pronto a rinfacciare a Marie anche il suo tentato suicidio, pur di uscirne pulito, talmente concentrato su se stesso che anche mentre sta per essere lasciato riesce solo a pensare alle recensioni del suo film.

Zendaya e John David Washington in una scena del film Malcom & Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

Zendaya e John David Washington in una scena del film Malcom & Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021.

Ed è qui che subentra una feroce – e direi doverosa – critica al mondo del giornalismo, in un piano sequenza/monologo in cui probabilmente è Sam Levinson stesso a prendere la parola in un vero e proprio sfogo. Questa però non è l’unica critica che il regista mette in scena: ancora più feroce e sottile quella riservata al mondo degli autori. Il cinema è un lavoro di squadra e non c’è posto per la vanità, vanità in cui Malcom è del tutto immerso, tanto da non rendersi neanche conto che sarebbe bastato un grazie a far tornare la bilancia sullo zero. Perché un autore non può fare a meno delle vite, delle esperienze e delle sofferenze degli altri – oltre che delle sue – per creare, e senza riconoscenza questo atto diventa un mero furto.

Il regista riesce a passare dalla dimensione privata a quella pubblica con grande abilità: il film tratta anche la politicizzazione del cinema black, l’incapacità di accettare che un lungometraggio possa anche essere commerciale e basta, il voler a tutti i costi intravedere cose che non ci sono, il binomio finzione/realtà, la sessualizzazione della donna, eccetera.

L’unità di spazio e di tempo ricordano sicuramente opere come Carnage di Polanski, ma soprattutto ricordano lo stato in cui ci siamo abituati a vivere nell’ultimo anno. Malcom & Marie è un film da quarantena, sembra un’opera teatrale che però non fa certo a meno del linguaggio cinematografico, anzi. Il film – che è stato realizzato in segreto fra giugno e luglio 2020 nel bel mezzo della pandemia – è infatti girato in pellicola 35 mm e in bianco e nero. Il regista ci regala inoltre diversi piani sequenza – in particolare molto bello il primo – che rendono l’operazione sicuramente affascinante a livello formale, anche se ai limiti del patinato.

Zendaya e John David Washington in una scena del film Malcom e Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021

Zendaya e John David Washington in una scena del film Malcom & Marie. Cr: DOMINIC MILLER/NETFLIX © 2021.

Il gioco al massacro dei due amanti alla fine però non porta a niente se non a uno stallo, che è poi lo stallo in cui ci troviamo da un anno – chiusi in casa e impossibilitati ad evolvere – ma anche lo stallo in cui si trova il cinema. Delude il finale, anche se forse è quanto di più realistico: ma davvero la vita di coppia è questo? Un’alternarsi di efferata crudeltà e momenti di tenerezza? Diceva qualcuno: una coppia altro non è che l’unione di due psicopatologie. Dopotutto il film prende spunto proprio dalla vita vera: è infatti ispirato a uno spunto autobiografico del regista stesso, che alla première di Assassination Nation non ringraziò sua moglie e da lì ne scaturì un terribile litigio.

E insomma alla fine è questo che lascia l’amaro in bocca, il riconoscere che il film possa rappresentare anche le nostre vite e vederlo spiattellato sullo schermo fa male. Lo stallo in cui vivono i due personaggi è lo stallo in cui viviamo anche noi, che ci rigiriamo fra sensi di colpa, rimorsi, pentimenti, rivalse, ma raramente riusciamo a compiere un passo in avanti mettendo la nostra felicità davanti a tutto, anche se questo comporterebbe lasciare indietro qualcuno.

Sicuramente Malcom & Marie non è un film per tutti, dietro la patina rischia di diventare solo un esercizio di stile pedante, ma in realtà è anche fin troppo denso, e a tratti riesce anche a sfiorare l’universalità.

Margherita Giusti Hazon


TRAILER UFFICIALE

Malcolm & Marie | Trailer ufficiale | Netflix

 

Foto: courtesy of Netflix.

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