Tra il debutto di pellicole spiazzanti, i retroscena dei maestri della regia e i trionfi dell’Award Night: il meglio di Zurigo 2026 nelle nostre foto.

Zurich Film Festival 2026 © Tosi Photography.
La ventiduesima edizione dello Zurich Film Festival ha spento i proiettori dopo aver offerto al pubblico una 10 giorni densa e sfaccettata, dove il cinema indipendente ha dialogato ad armi pari con le grandi produzioni internazionali.
A segnare il passo del cartellone sono state storie capaci di osare e far discutere: dalle provocazioni folkloristiche di opere inconsuete come Wicker fino all’adrenalina giornalistica di Ink, passando per il duello psicologico di A Talent for Murder. Spazi come la sala di Kinokoni e il cinema Corso hanno registrato il tutto esaurito non solo per le anteprime, ma per momenti di confronto memorabili, in cui grandi cineasti hanno condiviso i retroscena della scrittura e della messinscena senza barriere accademiche.
Parallelamente, il green carpet ha regalato lampi di autentica festa: passerelle eleganti, autografi concessi con generosità e il passaggio caloroso di icone come Andy Garcia, protagonista assoluto della serata conclusiva.

Zurich Film Festival 2026 – Award Night – Opera House © Tosi Photography.
Il verdetto delle giurie internazionali ha trovato il proprio compimento nella cornice solenne dell’Opernhaus durante l’attesa Award Night del 3 ottobre.
Nel concorso Feature Film, presieduto dal regista Cary Joji Fukunaga, l’Occhio d’Oro è andato alla produzione francese Flesh and Fuel di Pierre le Gall, premiata per la sua toccante riflessione sul bisogno umano di connessione. Nella competizione Documentary Film, guidata dall’antropologa e regista Sine Plambech, la statuetta dorata è stata assegnata allo statunitense Bucks Harbor di Pete Muller, un ritratto viscerale e privo di stereotipi sulla mascolinità fragile in una comunità rurale alle prese con i mutamenti climatici.
Il favore popolare ha invece incoronato Mila / Marija di Andrina Mračnikar, che si è aggiudicato l’Audience Award confermando il calore del pubblico elvetico nelle sale. Tra gli altri riconoscimenti di rilievo spicca il ZFF Critics Jury Award, assegnato al documentario elvetico Ebjä! Adolf Wölfli di Heinz Bütler. L’elenco completo di tutti i premi, delle menzioni speciali e delle motivazioni integrali è consultabile sul comunicato ufficiale della manifestazione.
Accanto alle gare ufficiali, la kermesse ha celebrato il grande cinema mondiale attraverso una serie di prestigiosi riconoscimenti d’onore.

Zurich Film Festival 2026 – Award Night – l’attrice svizzera Luna Wedler © Tosi Photography.
Il Golden Icon Award è stato attribuito a Julianne Moore per la sua interpretazione in The Debut, mentre i Golden Eye Award hanno illuminato le carriere e le ultime prove di Tom Hiddleston, Naomi Watts, John Turturro, Leïla Bekhti e della giovane beniamina di casa Luna Wedler, prima svizzera a ricevere il premio. Spazio anche ai Career Achievement Award per il regista Richard Linklater, il maestro compositore Gabriel Yared e i fondatori della casa di produzione e distribuzione DCM, a cui si sono aggiunti il tributo ad honorem per il drammaturgo e cineasta Martin McDonagh e il Game Changer Award a Glen Basner di FilmNation Entertainment.
Il nostro obiettivo ha seguito la kermesse dall’alba al tramonto: le architetture illuminate del centro festivaliero, i dettagli rubati dietro le quinte, la tensione prima del photocall e l’esultanza dei vincitori con il riconoscimento tra le mani.
Spazio alla testimonianza visiva: toccate la prima foto sottostante per aprire la galleria a pieno schermo e ripercorrere l’intero reportage esclusivo.
Vi ricordiamo che le immagini dallo Zurich Film Festival 2026 sono © Tosi Photography. Un clic QUI se volete essere messi in contatto con l’autore.
n.d.r. Le foto degli altri ospiti del 22° ZFF sono sulla pagina del nostro Speciale!





















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