L’attrice due volte premio Oscar® Hilary Swank in conversazione col pubblico di Locarno 72 racconta il suo brillante percorso artistico.

Come da tradizione, gli ospiti che ricevono un pardo nella cornice del Festival del film di Locarno, s’intrattengono il giorno seguente in conversazione col pubblico. Perché questo è un festival in cui la gente gremisce ogni sera la meravigliosa piazza ed è giudice (del miglior lungometraggio proiettato sotto le stelle). E perché tutto il programma è pensato per condividere e far amare la settima arte sin da tenera età all’audience di  ieri, oggi e domani.

A tale tradizione non si è sottratta neppure Hilary Swank, insignita del Leopard Club Award 2019.

Hilary Swank arriva alla conversation col pubblico di Locarno 72 © Tosi Photography

Hilary Swank arriva alla conversation col pubblico di Locarno 72 © Tosi Photography

1 – Gli esordi in televisione: non solo Buffy

Classe 1974, nata nel Nebraska e grinta da vendere, come i personaggi che spesso si è trovata ad interpretare, la Swank da trent’anni calca la scena ed ha saputo entrare nei nostri cuori. Se però tutti la ricordiamo combattente nella pellicola diretta da Clint Eastwood, o nel panni di un trans (in un periodo in cui parlare di un simile argomento non era del tutto ovvio), in pochi rammentano come mosse i primi passi nel settore.

Un po’ perché essendo nostra coetanea, lei da adolescente andava alle audizioni mentre noi a fatica conoscevamo i nomi delle nostre star preferite; un po’ perché si è fatta le ossa sul piccolo schermo.

Esatto, il suo “campo pratica” sono stati gli show che popolavano il tubo catodico in un’epoca in cui la TV non era sulla cresta dell’onda come ai tempi attuali. Tante sono state le serie in cui è apparsa e che, come sottolinea lei stessa, le hanno dato l’opportunità di rivedersi, capire dove migliorare e cosa evitare in futuro.

Hilary Swank a Locarno 72 - Conversation col pubblico © Tosi Photography

Hilary Swank a Locarno 72 – Conversation col pubblico © Tosi Photography

2 – Da Beverly Hills 90210 a Boys Don’t Cry

Tra i programmi a episodi spicca la sua partecipazione al mitico Beverly Hills 90210. La particolarità di quella esperienza è che un giorno, dopo circa 9/ 10 puntate, Aaron Spelling la chiamò nel suo ufficio. E, a dispetto di un contratto biennale, le disse “senti, le cose non funzionano.” Fu così che la licenziò!

Il motivo è meno tragico del previsto. L’attrice si unì al cast quando ormai la serie era in fase calante e la perdita di spettatori era evidente. Non fu quindi una scelta avventata e soprattutto per lei fu provvidenziale dato che due mesi più tardi ottenne la parte proprio in Boys Don’t Cry, il film che le valse il primo Academy Award.

Hilary Swank risponde alle domande del pubblico di Locarno 72 © Tosi Photography

Hilary Swank risponde alle domande del pubblico di Locarno 72 © Tosi Photography

3 – Il ritorno al piccolo schermo

Quando vinci il riconoscimento più ambito da un attore, poi le parti/ le sfide arrivano e la possibilità di crescere con esse. Nolan, Eastwood, De Palma, Nair, sono, infatti, solo alcuni dei grandi nomi che l’hanno diretta.

E, se nel frattempo i tempi cambiano e, per esempio, la televisione torna in auge, offrendo addirittura quella forma di libertà espressiva che era propria del cinema indipendente sino a pochi anni fa, ecco allora che può capitare di tornare alle origini.

Abbiamo cosi scoperto che una delle sue collaborazioni recenti è stata con Danny Boyle in Trust (in Italia su Sky Atlantic), show sul rapimento di John Paul Getty III. E sarà protagonista di Away, serie dedicata alla prima missione internazionale su Marte. Una storia di perseveranza, come piace a lei e come piace a noi. Ora non ci resta che attendere di vederla su Netflix.

Vissia Menza

ndr. Nel nostro diario potete leggere gli altri articoli su #Locarno72

Hilary Swank a Locarno 72 - Conversation col pubblico © Tosi Photography

Hilary Swank a Locarno 72 – Conversation col pubblico © Tosi Photography

 

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