66° Festival di Cannes: sulla Croisette un anno dopo… sempre pulcini e sempre da strizzare!

★ Bronx (Paris). Picture : Paul Newman and Joanne Woodward  © 1963 by Paramount Pictures Corporation and Llenroc Productions.

© 1963 by Paramount Pictures Corporation and Llenroc Productions.

Eccoci qui, un anno è passato e noi siamo tornati, più agguerriti che mai e questa volta il tempaccio che contraddsitingue il mese di maggio sul lungo mare più famoso della Costa Azzurra, lo prendiamo di petto indossando stivali, cerata e con un sorriso scaramantico che ogni tanto provoca ilarità nei vicini di banco :)

Apertura pirotecnica con la presentazione del nuovo lavoro di Baz Luhrmann, The Great Gatsby. Un film coloratissimo, accurato, roboante, esagerato, patinato, al passo coi tempi, decisamente troppo, soprattutto senza quella passione che trasforma sogni e speranze in tragedie, che quindi non mi ha entusiasmata. Poi, l’edizione 2013 del Festival è entrata nel vivo e noi, una volta approdati in città, abbiamo vissuto un giorno rocambolesco con tanto di rimbalzo in un paio di file per esaurimento dei posti disponibili. Quindi, il nostro racconto parte in modo anomalo narrando di una giornata non preventivata, ricca di sorprese, vedendo pellicole inattese, ma non meno curiose, e che ci ha fornito la carica giusta per vivere la 66 edizione del Festival alla grande.

Cannes Day 1 – Mai avere paura delle piccole sale… del Marché

Ed ora siamo davvero pronti a  proseguire  con la consueta carrellata che si chiuderà con il commento a vincitori e vinti e con qualche foto in esterni.

 

CONCORSO

Behind the Candelabra – Steven Soderbergh a pochi mesi dalla presentazione in Berlinale di Side Effects porta in concorso a Cannes un ulteriore nuovo film che lascia tutti stupiti. Behind the Candelabra ci regala una delle migliori performance di Michael Duglas e soprattutto ci fa ridere ridere ridere! [continua qui]

Borgman - Strampalato film la cui sinossi ha attirato un’orda di curiosi. Storia di alieni che si mescolano a noi per l’evoluzione della specie (la nostra o la loro?). Pellicola dal gusto tutto nordico, assolutamente non sci-fi o thriller ma dalle evoluzioni intriganti.[continua qui]

Inside LLewyn Davis – I fratelli Coen infervorano la Croisette con la loro presenza e la loro nuova pellicola dedicata alla scena musicale Newyorchese forse meno nota da noi se non appassionati di musica folk. Il film è un gioiello in cui le note fanno da padrone, ma proprio per questo potrebbe prendere in contropiede o risultare pesante al grande pubblico. [continua qui]

La Grande Bellezza – Paolo Sorrentino piace tanto ad una proiezione stampa e alla seguente lascia indifferenti. Di fatto tutti ne parlano e lamentano 20 minuti di troppo senza i quali il podio non glielo toglieva nessuno. L’omaggio a Roma, all’Italia, alla Bellezza rimane comunque splendido! [continua qui]

Michael Kohlhaas –  Dopo aver vinto lo scorso anno con la strepitosa performance di Jagten (da noi tradotto “Il Sospetto”), ritroviamo Mads Mikkelsen in panni d’epoca per interpretare un uomo integerrimo che per gli ideali è disposto a tutto, anche a morire! Bella fotografia, ottima presenza scenica, ma qualcosa non funziona. [continua qui]

Nebraska – Si può ridere in modo intelligente sui legami familiari e soprattutto sulla demenza senile? Alexander Payne ci dimostra come una pellicola in bianco e nero con un padre e un figlio in viaggio verso il Nebraska possa trasformarsi in un esilarante road movie. Una gran bella sorpresa! [continua qui]

Only God Forgives - La maggiore delusione del 66° Festival di Cannes è sicuramente il nuovo lavoro di Nicolas Winding Refn che ci stressa per 90 interminabili minuti. Film soffocante, buio e oscuro, corredato solo da una manciata di dialoghi e da un quantitativo eccessivo di  citazioni mitologiche. Comprendiamo l’assenza del protagonista in città. [continua qui]

Un Château en Italie – Valeria Bruni Tedeschi porta su grande schermo parte della storia e della propria famiglia. Un viaggio tra le mura domestiche dell’attrice e regista per parlare di saghe familiari comuni a molti neo-quarantenni di quest’epoca. Non convince. [continua qui]

Wara no Tate – Takashi Miike concorre qui a Cannes con un thriller molto drammatico e decisamente reale. Il regista abilmente riesce a unire azione, suspense e tutti i (molti) dubbi sull’opportunità di proteggere un criminale  reo confesso, di mantenere fede ai propri principi e dell’opportunità di sacrificarsi per il bene comune. Semplicemente Bello! 

UN CERTAIN REGARD
Grand Central - Storia di amori clandestini e radiazioni in una periferia squallida di una provincia che poco importa dove si trovi. Vite senza speranze che trovano rifugio in rapporti che non porteranno da nessuna parte. Un film privo di entusiasmo.

Les Salauds – Brutta parola per indicare brutti ceffi, brutte persone, brutte anime. Supportata da un grande cast, la regista Claire Denis ci presenta davvero un gran campionario di varia umanità: gente senza morale, vite bruciate e poveri diavoli senza speranze. Non condivido il taglio, le immagini voyoristiche e il chiaro intento di turbare la platea. [continua qui]

Miele – Esordio alla regia della nostrana Valeria Golino che, dopo la presentazione italiana di qualche settimana, arriva ora sulla Croisette e stuipisce il pubblico raccogliendo consensi. Storia di malattia e morte vissuta dalla prospettiva di una giovane che giustifica il suo operato con ideali che presto crolleranno. [continua qui]

Wakolda – Un viaggio in una terra immensa e incontaminata, una saga familiare e un enorme segreto. Film di finzione carico di storia, dalla delicata narrazione che non vuole turbare gli animi. Con una dolce fotografia ci mostra terre lontane e umane differenze. Più ne parliamo più ci appare migliore della prima impressione. [continua qui]

FUORI CONCORSO

Blood Ties - Giullaume Canet sbarca a Hollywood ma presenta il suo primo lavoro americano sulla sua Croisette. Rivisitazione di un film francese di qualche anno fa (con protagonista lo stesso regista) che ci appassiona e ci porta a Brooklyn negli anni ’70 per seguire la storia di due fratelli che dovranno fare i conti coi legami di sangue. [continua qui]

The Great Gatsby - Baz Luhrmann ha il suo stile e sa rendere i più grandi melodrammi colorati, armoniosi e carichi di passione. Il regista è davvero attento ai particolari, ama la musica, non ha paura di osare e all’occasione si avvale dei più grandi attori di Hollywood. Anche in questo caso non ha fatto eccezione, ma il film non riesce a scalzare il ricordo del libro e del precedente film con Robert Redford. [continua qui]

 CANNES CLASSICS

The Apprenticeship of Duddy Kravitz - Ted Kotcheff nel 1974 portò su grande schermo l’omonimo romanzo dell’amico Mordecai Richler. Da noi tradotto con il titolo “Soldi a ogni Costo” questo film vinse l’Orso dOro a Berlino e lanciò la carriera di un allora giovanissimo Richard Dreyfuss. In presenza di primo attore e del regista abbiamo avuto la fortuna di vedere questa pellicola su grande schermo! [continua qui]

 MIDNIGHT SCREENINGS

Blind Detective – Poteva mancare un film del regista che oramai incontro ad ogni festival? Giammai! Quest’anno Johnny To è a Cannes con il suo nuovo lavoro, Blind Detective, interpretato dal grande Andy Lau. Storia di una detective cieco che riesce a risolvere anche i più difficili cold case e nel mentre  trova l’amore. [continua qui]

 FILM MARKET

Five Thirteen - Classico poliziesco all’americana, stra-carico di attori presi in prestito da varie serie televisive dedicata al crimine. Storia di due fratelli che vogliono chiudere col passato, ma coloro che li circondano, e soprattutto il destino, non paiono del medesimo avviso.[continua qui]

Detective in the Bar – Campione di incassi in Giappone, vero Blockbuster, questo film poliziesco è avventuroso, simpatico e vuole instillare il buon uomore a tutti i costi nel suo pubblico. Interessante vedere le reazioni in platea a seconda della provenienza.

 SORPRESE – COMMENTI – IMMAGINI

All’ultima Berlinale abbiamo perso con grande dispiacere una pellicola, Frances Hache miracolosamente siamo riusciti a recuperare grazie al Marché du film di Cannes e ad un volantino raccolto per caso. La divertente e intrigante storia di Frances, ballerina in cerca di stabilità nella New York del nuovo millennio, merita davvero una visione. L’eclettica narrazione che segue le vie cittadine che ospitano la protagonista durante il suo viaggio verso l’età adulta, trasforma il film in qualcosa di diverso ed intrigante.

Sono stati giorni intensi, caratterizzati da molti imprevisti e tante sorprese, non da ultimo proprio i premiati e soprattutto alcuni esclusi che un riconoscimento lo meritavano. Il nostro pensiero, a caldo, della premiazione è a questo link mentre per tutti i dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale del Festival.

In attesa della 67° edizione, magari sotto il sole di maggio, chiudiamo il nostro diario con qualche cartolina ricordo della cittadina di Cannes